F I N G E R P R I N T S  AWAKENINGS

CONTEMPORARY MUSIC HUB
FABBRICA DEL VAPORE - VIA GIULIO CESARE PROCACCINI, 4
25 GENNAIO 2019
ACUSMONIUM AUDIOR
ORCHESTRA DI ALTOPARLANTI


INGRESSO LIBERO


ore 18:30 

'F I N G E R P R I N T S'

Frédéric Kahn"Under Construction" (... entendue sous le sable) [2018] 16:52

Lelio Camilleri "The World Is Yours" [2001] 6:28

Thanos Chrysakis "Subterranean Sky #1" [2009-2010]10:04

Andrea Nicoli "Behold! The man" [2002] 6:14

Dante Tanzi "Prediction" [2004] 3:29

Francesco Giomi "Con Brio" [2003] 13:48

Nicola Giannini "For Hannah" [2018] 7:20

Annette Vande Gorne "Haiku: Hiver" [2017] 14:02

Interpreti all'acusmonium: 

Dante Tanzi, Gabriele Balzano


ORE 20:00

'A W A K E N I N G S'

Mattia Nuovo "802" [2017] 8:06

Emma Margetson "Distorted Illusions" [2018] 8:22 Prima esecuzione

Gráinne Mulvey "Proclamation" [2016] 10:40

Andrea Giomi / Shari DeLorian "Seven degrees of light" [2017] 13:30

Virginie Viel "The stones can speak" [2018] 9:27 Prima esecuzione

Vitaly Maklakov "Scrap and viburnum" [2018] 11:37 Prima esecuzione

Paul Ramage "Le 7ème anneau de Saturne" [2014] 14:28

Interpreti all'acusmonium: 

Mattia Nuovo, Dante Tanzi


Progetto elettroacustico:

Eraldo Bocca

NOTE DI PROGRAMMA

 

‘FINGERPRINTS’

  

Frédéric Kahn “Under Construction” (... entendue sous le sable) [2018] 16:52

L'échappée immobile

Perdre le fil, perdre le centre

Le temps désaxé

Tratti o tensioni drammatiche nella messa in scena di immobilità e di trasparenze, infestate da suoni che si addormentano; paura del vuoto, disorientamento temporale, rottura dei nessi causali, identità instabili ... Intimo crogiolo che immerge l'ascoltatore in una situazione di ascolto mutevole e progressivo, funzionando come uno schermo su cui si proiettano i ricordi dell'ascoltatore: ciò che ha ascoltato fino a quel momento verrà estrapolato su ciò che sentirà nel seguito; qualcosa di disordinato, ellittico e frammentario intorno a un'assenza, una minaccia che il silenzio simboleggia: la visione di uno spazio dinamico, un mondo attraversato da respiri d'aria ..., materia residua, frizioni leggere o scricchiolii, a rappresentare universi plurali, accordi intimi e piccole ruote meccaniche, mobili, sempre ricomposte. Prodotto presso lo studio ACT'SONS in occasione dei 70 anni della musica concreta.

Frédéric Kahn Compositore francese nato il 4 agosto 1966 a Digione. Violinista, ha studiato al Conservatorio di Digione e all'Università di Borgogna. Come compositore si è formato al Conservatorio Regionale di Lione con Denis Dufour e al Conservatorio di Lione con Gilbert Amy. Ha completato la sua formazione con corsi di perfezionamento a Royaumont, al Centro Acanthes e con il corso di Composizione e Informatica musicale del'IRCAM. Dimostrando grande raffinatezza nei dettagli ed estro poetico, Frederic Kahn ha composto musiche per strumento solista (Erh-Ya per flauto contrabbasso amplificato, 2003; Entrevoir per Piano, 2004; Unendlichkeit per fagotto ed elettronica, 2012), per ensemble strumentale (Dust memories, 2002; Nahe zu fern, 2003; Interventions dialogues, 2007), per la voce (Fragments d’un bel été, azione musicale per voce recitante e supporto audio, 2003; Fausse solitude per mezzo-soprano e violoncello, 2005), e musica acusmatica (Sterblich (Mortel/le) ou Le purgatoire des sens, commissione dello Stato e dell'INA-GRM, 2003), Apokalyptica, la Bibbia - Les Livres, vidéo-opératorio d’immagini e di suoni fissati/proiettati, Teatro Audiovisuale (2005 - 2012). Le sue opere fanno parte di collaborazioni con scrittori, poeti del suono, scienziati, videoartisti e artisti visivi. Frederic Kahn utilizza nuove tecnologie e trattamenti elettronici mentre riflette sulla morfologia e sulla spazializzazione del suono, interrogandosi sulle possibili relazioni tra il suono e il gesto, tra lo spazio e l'ascolto. Frederic Kahn insegna musica informatica presso l'Università di Lione (2002 - 2016), e dal 2013 anche presso l'Università di Borgogna, nei corsi di Master intitolati 'Estetica delle forme sonore' e Musica Applicata alle arti visive. 


Lelio Camilleri “The World Is Yours” [2001] 6:28

Il pezzo è stato composto nel quadro di un progetto, diretto da me, riguardante il paesaggio sonoro di un piccolo paese medievale umbro, Panicale. Il progetto, presentato al Festival Musica Insieme Panicale 2001, diretto allora dal compianto Klaus Huber, riguardava un concerto in una delle piazze antiche  in cui sette compositori presentavano i loro pezzi realizzati usando i suoni di Panicale come materiale sonoro di base. Nella scelta fra i differenti suoni registrati a Panicale, sono stato attirato in modo particolare da due, molto familiari per me, in tutti i sensi: una frase di mia moglie pronunciata nel paesaggio sonoro di Panicale e i suoni dei passi dei miei figli in una delle  piazze del villaggio. I due suoni sono stati poi trasformati in modo da generare altre identità sonore molto simili a quelle che si ascoltano nel piccolo paese di Panicale: i suoni delle campane della chiesa, il vento, il frullare delle ali degli uccelli e altro. Queste identità non sono “reali” ma in qualche modo provengono dalla trasformazione di suoni che appartengono a Panicale. La composizione è suddivisa in tre sezioni i cui archi di tensione sono organizzati secondo differenti percorsi sonori. Il missaggio finale del pezzo è stato realizzato presso il centro Tempo Reale, a Firenze.  Ringrazio Eleonora e Gabriele Camilleri per il loro prezioso aiuto durante la registrazione dei suoni. Il pezzo è dedicato a mia moglie Alda, che possiede tutte le meravigliose qualità del paese in cui è nata, Panicale !

Lelio Camilleri (Roma 1957) è docente di Composizione Musicale Elettronica presso il Conservatorio di Musica G.B. Martini, Bologna. Il suolavoro compositivo è principalmente elettroacustico. I suoi lavori sono eseguiti in tutto il mondo e hanno ricevuto commissioni e risconoscimenti nazionali e internazionali. La sua attività di ricerca riguarda la musica elettroacustica, la popular music, la comunicazione sonora e l’audiovisione. Su queste tematiche ha pubblicato articoli in riviste nazionali e internazionali. Ha pubblicato I libri Il Peso del Suono (2005) e GelatineSonore. Guida all’ascolto di Larks’ Tongues in Aspic dei King Crimon (2018) e sta attualmente completando un volume sul suono e la musica nei film di fantascienza. Un suo lavoro acusmatico  è presente nel Museo del Novecento a Firenze. Collabora stabilmente con il centro Tempo Reale di Firenze.


Thanos Chrysakis “SubterraneanSky #1” [2009-2010]10:04

“Subterranean Sky #1” è il primo di una composizione di cinque movimenti basata su suoni strumentali ambientali, sintetizzati e acustici, composti tra novembre 2009 e agosto 2010. Ogni movimento di “Subterranean Sky” mette in evidenza un materiale specifico. Il primo si concentra principalmente sugli strumenti a percussione metallica, in particolare un tam-tam suonato dall’autore; il secondo si concentra su suoni ambientali e sintetizzati; il terzo su suoni ambientali, clarinetto e chitarra; il quarto su percussioni metal, suoni sintetizzati e suoni ambientali;  il quinto sulla viola e su percussioni metalliche. Rivelando e nascondendo - allo stesso tempo - il cielo sotterraneo. 

Thanos Chrysakisis è un compositore, musicista, produttore e artista sonoro greco. Nato ad Atene nel 1971. Dopo aver vissuto tra il 1998 e il 2014 nel Regno Unito, nel 2015 si è trasferito in Bielorussia. Con diversi album a suo nome, il suo lavoro è apparso in festival ed eventi in diversi paesi, tra cui CYNET art Festival, Festspielhaus Hellerau - Dresda, Diapason Gallery - New York, Artus Contemporary Arts Studio - Budapest, CRUCE Gallery - Madrid, Fylkingen - Stoccolma, Relative (Cross) Festival delle udienze - Budapest, Festival Futura-Crest-Drôme, Festival del Bosque GERMINAL - Città del Messico, Centro per musica avanzata Studi a Chosen Vale - Hannover, Oosterkerk - Amsterdam, Festival Störung - Barcellona, ​​Centro per la nuova musica - San Francisco, Västerås Konstmuseum - Västerås, serie di concerti BMIC Cutting Edge - The Warehouse - London. La sua musica è stata spesso trasmessa dalla BBC Radio 3, dalla Radio RAI 3, dalla Radio Portogallo Antenna 2, dalla RTV España Radio 3, dalla FM Brussel, dalla Polskie Radio, dalla RTS Radio Belgrado 3 e dalla Sveriges Radio P2. La sua opera è stata tra le opere selezionate al 32° International Competition de Musique et d'Art Sonore Electroacoustiques di Bourges, 2005, nella categoria ‘opera d'arte sonora elettroacustica’, mentre ha ricevuto una menzione d'onore nel 2006 al 7° Concorso Internazionale Elettroacustico Musica Viva di Lisbona (la giuria era costituita da Morton Subotnick, Francois Bayle e Miguel Azguime). 


Andrea Nicoli "Behold! The man" [2002] 6:14 (versione stereo)

"Behold: The man! A season of transition" è stato scritto per il festival Synthése di Bourges del 2002.  Si tratta di una descrizione interiorizzata delle sfaccettature emozionali dell'uomo attraverso la sua propria voce. Il tutto vissuto con una patina di malinconia e di rassegnazione. Nel percorso che si snoda attraverso risa e pianti affiorano testi di Hunter, Beckett e Shakespeare oltre ad una descrizione meramente didattica delle abitudini comportamentali dei cervi.

Andrea Nicoli E' nato a Torino nel 1960, si è diplomato in composizione (P. L. Zangelmi, N. Castiglioni) e in musica elettronica (A. Vidolin, M. Lupone). Ha studiato anche organo (M. Mochi, L. Celeghin) e direzione d'orchestra (G. Gelmetti, G. Taverna); successivamente ha seguito i corsi di perfezionamento presso la Scuola Musicale di Fiesole con G. Manzoni. Sebbene abbia svolto attività di esecutore sia come solista che in formazioni cameristiche e orchestrali, nonché attività di direttore fondando l”'Ensemble Musica '900” specializzato nel repertorio contemporaneo, il suo impegno artistico si è concentrato sulla composizione. Il suo catalogo comprende musica solistica, cameristica ed orchestrale, musiche elettroacustiche ed elettroniche. Ultimamente la sua attenzione si rivolge verso i sistemi interattivi ed il teatro multimediale. In quest'ambito ha composto per gli spettacoli “Il grido”, “Parole e musica”, “Batte profondo un tamburo” (Nessun soffio d'ali), “La voce e il confine” (Segni, città), “Ni anverso ni reverso”, “Teatro immaginario”. Le produzioni di questi ultimi anni sono caratterizzate da un rapporto sempre più profondo e attento verso la poesia contemporanea, con autori come: Caproni, Sanguineti, Borges, Pasolini, Calvino, Bukowski, Beckett, Dürennmatt. È stato scelto come “compositore in residence” dal New Made Ensemble di Milano per il 2015. Invitato in importanti festivals di musica contemporanea, le sue opere sono state eseguite in Italia ed all'estero (Austria, Francia, Grecia, Germania, Giappone, USA, Portogallo, Inghilterra, Australia, Norvegia), alla Rai RadioTre, alla Radio Olandese, Australiana e Neozelandese. Ha collaborato con importanti centri di ricerca musicale come: DIST, Università di Genova, Istituto GRAMMA dell'Aquila e CRM di Roma. È edito da EDIPAN, SAM, Longo-Gabbani, Taukay e Ars Publica. Le sue musiche sono state incise da Pentaflowers, SAM, Taukay, Ars Publica, Sheva, CMC e nel DVD “One minute more” di Guy Livingston.  Nel 2017 è uscito un CD monografico di sue opere orchestrali, “Verso tracce di Blu” per Ars Publica edizioni.  Ha collaborato con la compagnie “Teatro di Castalia”, “Il reatto”, “Armunia”, “Krypton” per la quali ha scritto le musiche di scena per “Giulietta e Romeo”, “Le Baccanti”, “Ascensione per il patibolo”, “Racconti Fantastici”, “Sogno ma forse no”, “Trittico Beckettiano”. È autore della colonna sonora del cortometraggio “Echi fuori campo” di P. Paoletti. Ha vinto i Concorsi Internazionali di Composizione “E. Porrino” di Cagliari e “Ingolstädter Orgeltage” di Ingolstadt. Ha avuto una Menzione d'Onore al concorso IBLA Fundation di New York.Ha partecipato come giurato a concorsi di composizione. Insegna Composizione e nuove tecnologie applicate alla composizione al Conservatorio di La Spezia.


Dante Tanzi "Prediction" [2004] 3:29

Una predizione annuncia qualcosa che è destinato ad accadere; e ciò che è destinato non è necessariamente spiacevole. Ma questo pezzo si riferisce alla predizione di un fatale declino dell'ambiente naturale. Dopo un inizio basato su cluster percussivi seguiti da un continuum dinamico e riverberante, il pezzo si sviluppa attraverso lievi pattern ritmici e prosegue con un decrescendo fatale e oscuro, interrotto da un altro cluster. Nella coda suoni elettronici striati si trovano mescolati con il canto degli uccelli attraverso schemi reiterativi. Alcuni brevi campioni sonori sono stati estratti da opere di Bernard Fort e Alexandre Yterce.

Dante Tanzi Vedi le bio degli interpreti


Francesco Giomi "Con Brio" [2003] 13:48  Commissione INA - GRM  (versione stereo)

La composizione esplora alcune possibili derive dell'universo sonoro intramusicale e coinvolge solo in minima parte il mondo dei legami estrinseci, attitudine quest'ultima peculiare al percorso linguistico dell'autore. Sebbene "Con Brio" proponga una serie di temi legati al mondo della musica strumentale (strumenti ad arco, eventi ritmico-percussivi, melodie), il gesto sonoro è sempre collocato in una dimensione completamente artificiale  e ricomposto in una struttura musicale autonoma e indipendente.

Studio di produzione: Tempo Reale, Firenze.                                                                                                                                   Prima esecuzione: Parigi, Festival Multiphonies, 12 aprile 2003.                                                                                                 Opera vincitrice  dell'IREM-UNESCO (International Rostrum of Electroacoustic Music) 2007

Francesco Giomi (Firenze, 1963) è compositore e regista del suono. Ha collaborato con Luciano Berio e con altri importanti compositori, interpreti e registi oltre che con orchestre ed ensemble italiani e stranieri. Insegna Composizione Musicale Elettroacustica al Conservatorio di Musica di Bologna ed è direttore del centro di ricerca Tempo Reale di Firenze.


Nicola Giannini “For Hannah” (versione stereo) [2018] 7:20

For Hannah è un brano dedicato al cobra reale (Ophiophagus Hannah), ai suoi comportamenti e alle sue strategie di produzione sonora. La prima volta che ne ho sentito il sibilo sono rimasto sorpreso da come potesse sembrare un fraseggio musicale. Forzando questo paragone mi sono chiesto: i cobra suonano musica elettroacustica? Ho approfondito la conoscenza dell’animale grazie agli studi dell’erpetologo Bruce A. Young che mi ha gentilmente inviato alcune sue registrazioni del rettile. Il brano è suddiviso in quattro sezioni. “Scales” intende evocare i suoi movimenti, mentre “Sensing” richiama il modo in cui percepisce il mondo. “Hissing” è dedicata al suo sibilo.  I cobra reali non hanno corde vocali, il suono che emettono dipende dal passaggio di aria nella trachea. Grazie agli studi di Young ho realizzato un modello della trachea, utilizzando un tubo di acciaio inox forato, del lattice, tubi di gomma e aria compressa. Ho usato inoltre tecniche di sintesi a modelli fisici e sintesi sottrattiva per creare versioni alternative del sibilo. Voglio sottolineare che sebbene i miei propositi compositivi partano da studi in biologia, il mio lavoro non ha un intento scientifico. Ho quindi messo in dialogo i contenuti sonori creati con i campioni che mi ha inviato Young in un gioco di specchi fra imitazione e realtà sonora. L’ultima sezione “Aposematism” si riferisce al comportamento di difesa che assumono nei confronti dei loro potenziali predatori, ad esempio ricordando le conseguenze di un attacco nei loro confronti. 

Nicola Giannini è un compositore di musica elettroacustica ed un sound artist. Si interessa di musica spazializzata, strutture compositive narrative, architettura uditiva e suoni materici. La sua ricerca si articola fra composizione acusmatica e performance dal vivo. Nicola rivolge un’attenzione particolare all’utilizzo del ghiaccio come materiale compositivo e performativo. Nel luglio 2017 è stato guest composer presso gli EMS a Stoccolma. Ha suonato al Toronto International Electroacoustic Symposium, al Sounds Like This a Leeds, al TEDxLondon a, alla SERG post graduate conference alla Università di Leeds, a Palazzo Strozzi a Firenze ed al Sound Spaces Festival a Malmö. 

La sua musica acusmatica è stata eseguita al New York City Electroacoustic Music Festival, al Sound-Image Colloquium all’università di Greenwich, al Sound Thought Festival a Glasgow e all’Electroacoustic Music International Exhibition a Toluca in Messico. Il suo brano “For Hannah” è arrivata finalista al XII concorso internazionale di composizione “Città di Udine” ed è stato eseguito al festival “Contemporanea”. Nicola ha compiuto i suoi studi in composizione elettroacustica presso il Conservatorio di Firenze, ottenendo la menzione di onore. A partire da maggio 2017 fa parte del gruppo di ricerca «La ricerca artistica in musica» guidato dal compositore Tiziano Manca (Orpheus Institute, Gent), il Professor Francesco Torrigiani (Conservatorio di Firenze) e il Professore Compositore Gabriele Manca (Conservatorio di Milano). Da settembre 2018 Nicola è dottorando in composizione presso l’Université de Montréal in Canada, sotto la supervisione del Professore e Compositore Robert Normandeau. Nicola fa parte del GRIS, Groupe de Recherche en Immersion Spatiale, diretto dal Professor Normandeau.


Annette Vande Gorne "Haiku: Hiver" [2017] 14:02 (versione stereo)

A Daniel Teruggi

Jeux de pas sur la neige.

Jeux monotones.

Jeux de sons (omaggio a Bernard Parmegiani).

Jeux de grains au coin du feu.

"Haiku: Hiver" traduce, secondo la scelta dei temi illustrati per ogni tavola, le sensazioni di tempo immobile, il silenzio monotono, il gelo e il caldo bozzolo legati al nostro immaginario di questa stagione. Alla qualità primordiale di un haiku, secondo i discepoli di Bashô: 'invarianza e fluidità', risponde la coppia 'permanenza e variazione' di Schaeffer, ciò che caratterizza qualsiasi stile apollineo "dove tutto è ordine e bellezza" (Baudelaire, l'invitation au voyage)."Haiku: Hiver" è stato realizzato nel 2017 nello studio a 16 canali "Métamorphoses d'Orphée" di Musiques & Recherches su commissione dell'INA-GRM. Eseguito per la prima volta il 26 gennaio 2018 presso la casa delle pratiche artistiche amatoriali nel concerto del GRM "mes compagnon" curato da Daniel Teruggi.

Da: Haiku di Annette Vande Gorne

Ispirato dalla brevità e dalla risonanza immaginativa dell'haiku, questa opera evoca i mondi contrastanti delle quattro stagioni e del Capodanno, in uno spazio ambifonico diviso in 16 canali. La natura, il suo ciclo di stagioni e le attività umane ad esse collegate costituiscono un ambito ideale per il paesaggio sonoro, genere appartenente alla musica acusmatica, da me affrontato nel 1986 (paysage / vitesses). Qui, una serie di piccoli dipinti dedicati a ogni  stagione, suscita in ogni ascoltatore - a partire da una selezione di alcuni haiku giapponesi classici e contemporanei - un immaginario, immagini mentali, ricordi emotivi. Essi sono basati sulle stesse immagini e movimenti di energia offerti dal repertorio classico occidentale, da Vivaldi a Schubert, Debussy, Ravel, Hindemith, Poulenc e Messiaen.

Annette Vande Gorne ha terminato gli studi classici presso i Conservatori Reali di Mons e di Bruxelles e gli studi con Jean Absil e ha incontrato casualmente la musica acusmatica durante un corso di formazione in Francia. Immediatamente convinta, dalle opere di François Bayle e Pierre Henry, della natura rivoluzionaria di questa forma d'arte (le perturbazioni della percezione, il rinnovo dei processi compositivi attraverso la scrittura e l’ascolto delle caratteristiche spettromorfologiche del suono, l’importanza storica del movimento), ha dapprima seguito alcuni corsi per consolidare le sue basi, poi ha studiato musicologia (ULB, Bruxelles) e composizione elettroacustica con Guy Reibel e Pierre Schaeffer al Conservatorio superiore nazionale di Parigi. Ha fondato e gestito il centro Musiques & Recherches e gli studi Métamorphoses d'Orphée (Ohain, 1982). Dopo la costruzione di un acusmonium con 60 altoparlanti, derivato dal sistema di proiezione audio progettato da François Bayle ha dato inizio a cicli di concerti e a un festival acusmatico chiamato L'Espace du son (Bruxelles, 1984; divenuto annuale dal 1994). Annette Vande Gorne è curatrice della rivista di estetica musicale Lien e del Répertoire elettro-CD, un elenco di opere elettroacustiche. Ha inoltre fondato il concorso di composizione Métamorphoses e il concorso di interpretazione spazializzata Espace du son. Ha gradualmente allestito l’unico centro di documentazione del Belgio sull'arte acusmatica, disponibile online all'indirizzo www.musiques-recherches.be. È interprete in numerosi concerti acusmatici, sia delle sue opere sia di opere tratte dal repertorio internazionale. Docente di composizione elettroacustica al Conservatorio Reale di Liegi (1986), poi a Bruxelles (1987) e a Mons (1993), ha fondato una sezione di Musica Elettroacustica autonoma da quest'ultimo, più tardi (2002) integrata nel quadro degli studi universitari europei.  Dirige un corso estivo di formazione internazionale sulla spazializzazione (dal 1999) e sulla composizione elettroacustica (dal 1987). Le sue opere possono essere ascoltate in ogni festival e in ogni programma radiofonico di musica su supporto. Il suo lavoro attuale si concentra su vari archetipi energetici e cinestesici. La natura e il mondo fisico fungono da modelli per l’elaborazione di un linguaggio musicale astratto ed espressivo. Annette Vande Gorne è interessata ad altri due campi di ricerca: le varie relazioni tra parola, suono e significato fornite dalla tecnologia elettroacustica e la composizione dello spazio visto come il quinto parametro musicale, la sua relazione con gli altri quattro parametri e gli archetipi in uso. Il suo lavoro ricade essenzialmente nella categoria della musica acusmatica; ricordiamo la suite Tao e la composizione "Ce qu'a vu le vent d'Est", che rinnova i legami della musica elettroacustica con il passato, con alcune incursioni in altre forme d'arte, tra cui il teatro, la danza, la scultura, eccetera. 



‘AWAKENINGS’


 

Mattia Nuovo “802” [2017] 10:00 

“802” è il rimuginare continuo, l'incapacità di sospendere il ripiegamento del pensiero su se stesso, la volontà di precipitare una soluzione, impossibile. Alla fine ciò che ha segnato resta dov'è, non cessa di non scriversi, lascia senz'armi e senza parole.   

«Il y a de l'Un». (J. Lacan, Il Seminario, libro XIX) 

Mattia Nuovo Vedi le bio degli interpreti. 


Emma Margetson “Distorted Illusions” [2018] 8:22         Prima esecuzione

Una serie di sogni ... Sono sveglia ? O sto ancora sognando?

Le sensazioni di cadere, camminare, di veicoli in movimento, di acqua che scorre ... cosa simboleggia questo nei nostri sogni ?    Quali immagini e pensieri ci evocano, mentre ci muoviamo attraverso gli stati consci - inconsci delle nostre menti?                    

Questo lavoro è cresciuto tra field recordings e riprese ravvicinate con microfono; sfocature e spostamenti tra mondi sonori astratti e reali. Le trame evidenziano la complessità di questi stati, deformandoli e distorcendoli per fornire una visione dei nostri sé più profondi.

Emma Margetson (1993) è una compositrice di musica acusmatica con sede a Birmingham e attualmente sta studiando per un dottorato in Composizione Elettroacustica all'Università di Birmingham, sotto la supervisione di Annie Mahtani e Scott Wilson. Il dottorato è finanziato dall'AHRC Midlands3Cities Doctoral Training Partnership e fa seguito ad un MA Music in Electroacoustic composition / sonic art pathway (2015) e a un BMus with honours (2014) presso l'Università di Birmingham. Le sue opere sono state eseguite in tutto il Regno Unito e all'estero, tra cui negli spettacoli al BEAST (Università di Birmingham, Regno Unito), [ex_nihilo] Festival (Messico), MA / IN Festival (Italia), Sound Junction (Università di Sheffield, Regno Unito), Musica Electronica Nova (Polonia), Noisefloor Festival (Staffordshire University, Regno Unito) e altro ancora. Emma lavora anche come assistente presso BEAST (Birmingham ElectroAcoustic Sound Theatre). www.emmamargetson.co.uk


Gráinne Mulvey "Proclamation" [2016] 10:53 

Nel 2015 ho avuto l'incarico di scrivere un pezzo per il Chamber Choir Ireland, come parte delle commemorazioni del Centenario della Proclamazione della Repubblica d'Irlanda del 1916. Come lavoro preparatorio ho registrato le voci dei membri della Carlow Choral Society, guidati dal loro direttore Niall Kinsella, mentre declamano il testo della Proclamazione della Repubblica Irlandese in vari modi: all'unisono ritmato, come un chiacchiericcio di folla, solo donne, solo uomini, tutti insieme ... Le registrazioni hanno costituito il materiale di base per questo lavoro. Il testo della Proclamazione è degno di nota per la sua inclusività lungimirante; elaborato da un gruppo di intellettuali (i leader del Rising[2] includevano poeti, drammaturghi, educatori), è una dichiarazione audace delle loro aspirazioni per il nuovo stato: 

“La Repubblica d'Irlanda ha diritto alla, e rivendica, la fedeltà di ogni donna e uomo irlandese. La Repubblica garantisce la libertà religiosa e civile, pari diritti e pari opportunità a tutti i suoi cittadini, e dichiara la sua determinazione a perseguire la felicità e la prosperità del tutta la nazione e di tutte le sue parti, nutrendo ugualmente tutti i figli della nazione e dimenticandosi delle differenze intenzionalmente promosse da un governo alieno, che in passato ha diviso una minoranza dalla maggioranza”.

“Proclamation” e la sua opera complementare, “Awakening”, sono dedicati a tutte quelle donne e uomini coraggiosi che hanno preso parte o sono stati affiliati al Rising, inclusi i miei due prozii Dominic e William Mulvey, che erano tra coloro che occuparono il GPO, l'Ufficio Generale delle Poste di Dublino.

Gráinne Mulvey è compositrice di musica acustica ed elettronica. Ama anche interagire con altre forme d'arte, in particolare video, danza, gruppi improvvisati, e scrivere per le installazioni d'arte. Ha scritto per molti solisti, come il soprano Elizabeth Hilliard, il violoncellista Martin Johnson, il clarinettista Paul Roe, il flautista Joe O'Farrell, i pianisti Thérese Fahy, Nathalia Milstein e Matthew Schellhorn, per citarne solo alcuni; per gli ensemble Concorde, ConTempo, ACME a Chicago, e per le orchestre: RTE NSOI, Lithuanian National Symphony Orchestra, The Northern Sinfonia, Regno Unito, The Romanian Radio Chamber Orchestra. La sua musica è stata eseguita, registrata, trasmessa e pubblicata in Irlanda e all'estero, diffusa su CD commerciali e registrata per CD promozionali. Ha rappresentato l'Irlanda agli ISCM World Music Days nel 2008 e nel 2009, e all'International Rostrum of Composers negli anni 1994, 2006 e 2015. Gráinne Mulvey ha vinto concorsi prestigiosi, in particolare la RTE Musician Of The Future nel 1994, la Sligo International Festival Composers 'Competition, nel 1999 e il St. John's Memorial University Award, Waterford e Newfoundland nel 2003. Ha ricevuto il riconoscimento come “Most distinguished musician and special mention” al concorso IBLA International Foundation nel 2016. È vincitrice, assieme all'artista visivo Mihai Cucu, nella categoria Video musicale del Cutting Edge Film Festival 2016, Stati Uniti, per il suo pezzo elettronico “Proclamation”. La sua musica è stata pubblicata da Babel Scores, Francia, Prairie Dawg Press, New York e la CMC, Irlanda. I suoi pezzi sono stati registrati dal Concorde Ensemble, per l'etichetta Black Box. Ha conseguito un dottorato di ricerca alla York University, nel Regno Unito, ed è membro di Aosdána, una organizzazione irlandese di artisti creativi. www.grainnemulvey.com


Andrea Giomi / Shari DeLorian "Seven Degrees of Light" [2017] 13:30 

La composizione si presenta come una variazione in quattro movimenti sul tema dell'Adagio della settima sinfonia di Anton Bruckner. Centrale nel nostro lavoro è la metafora dell'ascesi e della luce: tanto nell'architettura interna ad ogni sezione, quanto nello svolgersi progressivo della composizione, il brano presenta un’evoluzione dinamica dello spazio frequenziale da sonorità timbricamente più scure e granulari ad elementi di maggiore brillantezza e tensione orchestrale. Allo stesso modo, il paesaggio interno della composizione articola gradualmente elementi di natura materica verso sonorità più eteree e astratte. Un tale andamento riflette inoltre la progressiva riconoscibilità dei materiali bruckneriani che aleggiano lungo tutta la composizione sotto forma di frammento o di memoria.

Andrea Giomi è artista digitale, sound designer e ricercatore. Il suo lavoro artistico ed accademico ha come oggetto principale di ricerca l’interazione uomo-macchina e la relazione tra corpo, ambienti sonori e nuove tecnologie. I suoi lavori muovono da una prospettiva fenomenologica per indagare il rapporto tra gesto e suono nell’ambito dell’improvvisazione, della musica elettroacustica e dei sistemi digitali interattivi. La sua musica si sviluppa spesso attorno al dialogo tra masse sonore meditative ed impulsive ascesi ritmiche, rivelando influenze che vanno dalla techno alla dub, dall’ambient all’avant-garde.Ha presentato il suo lavoro all’interno di diversi contesti internazionali tra i quali Inner Spaces / San Fedele (Milano, IT), Tempo Reale Festival (Firenze, IT), aCROSS Festival (Plaisir, FR), Festival Manca (Nizza, FR), MiRA Festival (Barcellona, ES)e Live Performers Meeting (Roma, IT). Le sue releases sono uscite per alcune etichette italiane indipendenti tra cui RXSTNZ, Communione ADN.

Shari DeLorian è sound designer, sound engineer ed artista milanese. Il suo lavoro si sviluppa intorno alla ricerca sul suono come materia grezza e viscerale, da modellare al fine di creare percorsi inerenti la natura umana e le sue imperfezioni. Influenzato dalla musica classica, contemporanea e d’avanguardia, dal 2013 al 2015 pubblica per RXSTNZ due ep e un album, “A War Story”, in cui il rallentamento del beat accompagnato dall’utilizzo di campionamenti di musica sacra e field recordings, scava una nicchia nel solco della techno sperimentale. Attualmente è coinvolto nel progetto The Verge of Ruin insieme a Stefano De Ponti. Nell’album appena uscito per Setola di Maiale, “Learn To Love Solitude”, i due artisti rievocano atmosfere di matrice Tarkovskijana tramite l’utilizzo di sintesi modale e granulare, strumenti acustici, elettrici ed autocostruiti.                                                                              

Virginie Viel "The stones can speak" [2018] 9:27  Prima esecuzione      

Questo pezzo è stato composto con suoni registrati a Visby (VICC), Svezia, nel 2017. Evoca l'atmosfera calma e tranquilla di un lago nebbioso dove appare il fantasma di una giovane donna vestita di bianco ... 

Sometimes.
On Sunday mornings, hidden by the shadow of the Moon,
she perpetuates the ritual that never come to an end ...
Again and again... she wakes up without a body
And warn all creatures that time will come ...
We wish soon, they respond
And she replies later,
But as time goes by, they are all gone

Ringrazio Dante Tanzi per l'invito a partecipare al progetto obs/AUDIOR5. Ringrazio anche Sten Melin e Jesper Elen del VICC per il loro caloroso benvenuto a Visby.

Virginie Viel vive e lavora a Leicester (Regno Unito). Ricercatrice, compositrice e artista visiva (fotografia, video e istallazioni audiovisive) ha studiato comunicazione visiva presso la Schools of Arts and Medias di Caen, in Francia, e composizione elettroacustica presso la School of Arts di Mons, Belgio. Dal 2014 è una dottoranda in composizione elettroacustica nel Music Research and Innovation Research Center, presso la De Montfort University, Leicester (Regno Unito). I suoi supervisori sono John Young e Pete Bachelor. Nella primavera del 2016 è stata invitata da Robert Normandeau a comporre un brano per il Dome all'Université de Montreal, in Canada. Ha recentemente completato un Erasmus Exchange presso la Ionian University a Corfù, in Grecia. È stata compositrice ospite al VICC in Svezia. I suoi brani acusmatici sono stati eseguiti in Europa, America e Australia. I suoi lavori sono stati pubblicati dall'etichetta Obs (2017) e dall'etichetta Singularities (2016). È membro dell'organizzazione belga FeBeMe-BeFEM. Fa anche parte di Séneçon, un gruppo di compositori con sede a Bruxelles e ha collaborato con vari artisti e compositori su progetti audiovisivi in Europa.


Vitaly Maklakov "Scrap and viburnum" [2018] 11:37    Prima esecuzione 

Il lavoro è rappresentato come un collage audio spazio-temporale. 

Si tratta di un mix di schizzi field-recordings, radionoise, suoni di una vecchia fisarmonica. Una parte del materiale è stata elaborata manipolando il nastro. 

Vitaly Maklakov è un artista e un insegnante di belle arti presso la scuola d'arte per bambini di una piccola città di Kamensk-Uralsky. È nato nel 1981. I suoi esperimenti sonori sono iniziati nel 2002. L’interesse principale per il lavoro con il suono riguarda la sua distorsione e trasformazione sequenziale, studiando la plasticità dei materiali sonori. Il suo maggior interesse risiede nella possibilità di lavorare su diversi piani passando dal field-recordings agli strumenti autocostruiti, e nella possibilità di distorcere il suono attraverso varie manipolazioni con il nastro.


Paul Ramage “Le 7ème anneau de Saturne” [2014] 14:28 

Testo:Entrückung, Stephan George 

Voce: Tina Reichert.

“Sento l'aria di un altro pianeta” ... Gettato da una realtà all'altra, questo lavoro coglie il momento in cui la trasfigurazione si cristallizza e la ragione scompare in uno spazio di sogno ... Il vero è ora trasformato, si incarna. 

Paul Ramage (26.02.1986) è nato in Francia. È violinista, improvvisatore e compositore. La sua formazione musicale ha inizio a dieci anni, col violino. Dopo un incontro con Didier Lockwood, inizia a praticare jazz e improvvisazione. In parallelo continua gli studi di violino classico nel conservatorio nazionale di Cergy-Pontoise. Ottiene i suoi diplomi (premiers prix) in violino, musica da camera e jazz. Successivamente si unisce al corso di composizione elettroacustica con Denis Dufour e Jonathan Prager, presso il conservatorio di Parigi. Ha superato il suo primo diploma nel 2013. Nel 2012 e nel 2013 segue l'accademia di interpretazione acusmatica di Futura sull'acusmonium Motus, con Jonathan Prager, Tomonari Higaki e Oliviern Lamarche. Compositore di una ventina di opere di musica acusmatica, mista e strumentale, ha suonato come interprete e le sue opere sono state eseguite in diversi paesi (Francia, Spagna, Italia, Giappone, Stati Uniti d'America, Cina ...). Oggi Paul Ramage è membro della Compagnie Alcôme, ed impegnato a condividerne con la maggior parte del pubblico i progetti, attraverso la loro diffusione in concerto con l'acusmonium della stessa Alcôme.



 'AWAKENINGS' è un progetto obs*akousma/AUDIOR:            https://obsmusic2.bandcamp.com/album/awakenings


INTERPRETI ALL’ACUSMONIUM

Gabriele Balzano Nato nel 1992 a Borgosesia (Vc), comincia lo studio del pianoforte in giovane età proseguendo gli studi presso il Conservatorio G. Cantelli di Novara e l'Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 2013 frequenta il Conservatorio G. Verdi di Como nel dipartimento di Musica Elettronica e Tecnologie del Suono, dove si è diplomato nel 2017. Allievo di S. Sapir, G. Klauer, W. Prati, A. Vigani, si è specializzato nelle masterclass di G. Kogan, M. Lupone, A. Vidolin, F. Cifariello Ciardi, J. Scordato, A. I. De Benedictis, D. Tanzi, E. Bocca. Dal 2016 è membro di Elettrosensi Laptop Ensemble, e, dal 2017, interprete e compositore per l'associazione AUDIOR.

Mattia Nuovo (Milano, 1987) è un sound designer e performer italiano. Dopo la maturità classica, studia composizione e musica elettronica al Conservatorio di Como. Dal 2010 frequenta le masterclass di composizione di Riccardo Vaglini. Nel 2014 fonda Lascaux Onlus, cooperativa sociale ispirata all'insegnamento di Jacques Lacan, nella quale è responsabile dell'area Arte e Cultura, organismo rivolto alla produzione e diffusione dell'arte contemporanea. Sempre dal 2014 fonda con Lorenzo d'Erasmo il duo nuovoderasmo, con il quale nell'ultimo anno ha realizzato performance di lunga durata a Monza e Venezia. Dal 2016 collabora con Studio Antimateria, per il quale cura il suono in opere di videomapping e visual-design. Suoi lavori musicali e/o performativi sono stati presentati al Festival Camino Contro Corrente, all'Istituto di Cultura Italiana di Atene e Sidney, al Festival della Luce di Como.

Dante Tanzi È compositore ed interprete di musica acusmatica, diplomato in Musica Elettronica al conservatorio Giuseppe Verdi di Como. Sue composizioni sono state eseguite in Italia (Musica Nel Nostro Tempo, Colloqui di Informatica Musicale) in Svizzera (Euromicro, Computer Music Concert), in Canada (EuCue Series), nel Regno Unito e in Irlanda (ICMC, Sonorities), in Spagna e nei Paesi Baschi (Festival di Flix, Festival Bernaola), in Francia (Festival Licences, Festival Futura, SIME, En Chair et En Son, Klang!), in Colombia (BunB), negli Stati Uniti (NYCEMF), in Portogallo (DME) e in Austria (Ars Electronica). Nel 2011, nel 2014, nel 2017 e nel 2018 ha curato il programma dei concerti di musica acusmatica nell'ambito del 'Festival 5 Giornate' di Milano. Dal 2012, in qualità di interprete all'acusmonium prende parte alle stagioni di 'San Fedele Musica' e ai concerti con l'acusmonium mobile AUDIOR, di cui cura la programmazione. A partire dal 2013 ha tenuto laboratori di spazializzazione del suono per il CESMA (Centro Europeo Studi Musica e Acustica di Lugano) a Novara, e masterclass per i conservatori di Como e Torino. Dal 1985 al 2009 ha lavorato presso il Laboratorio di Informatica Musicale dell'Università degli Studi di Milano. E' autore di saggi pubblicati su Leonardo Music Journal, Interface, De Musica, Leonardo, Organised Sound, Crossings e Contemporary Music Review. È membro fondatore dell'associazione 'AUDIOR'.

L'ASSOCIAZIONE AUDIOR

L'associazione Audior (www.audior.eu) è stata fondata nel 2015 da Eraldo Bocca e Dante Tanzi. I suoi fini associativi riguardano lo studio, la pratica, l’approfondimento e la diffusione della musica acusmatica. A questo scopo l'associazione si propone di promuovere, sviluppare e diffondere la cultura musicale elettroacustica acusmatica e gli artisti (compositori e interpreti) che ne esprimono lo spirito, valorizzandone dovunque l’opera, l’immagine e l’ingegno; promuovere, organizzare e gestire corsi di didattica sullo strumento acusmonium, di storia della musica elettroacustica, masterclass di perfezionamento sull’acusmonium, lezioni-concerto, laboratori di spazializzazione del suono, laboratori di progettazione e costruzione elettroacustica, registrazioni fonografiche, seminari, workshop, spettacoli itineranti ed ogni altra iniziativa atta a diffondere la conoscenza e le pratiche della composizione elettroacustica, dell’interpretazione spazializzata, della liuteria elettroacustica tra giovani e adulti. 


L’ACUSMONIUM AUDIOR 

Interamente progettato e realizzato nel 2012 da Eraldo Bocca, l'acusmonium mobile AUDIOR è costituito attualmente da un totale di 64 diffusori (fra banda intera e “colorati”) e 44 amplificatori, dispone di una consolle di spazializzazione analogica di 32 canali e di due consolle digitali da 16 canali. Gli altoparlanti “colorati” sono diffusori che riproducono solo una parte dello spettro acustico e possono essere anche non lineari nella loro banda di riproduzione. Tutti gli altoparlanti “colorati” e parte dei diffusori a banda intera sono stati progettati in funzione del loro utilizzo con l'acusmonium: alcuni degli altoparlanti a banda intera sono modulari e assemblabili in modo da poter essere adattati alle diverse configurazioni. I diffusori “colorati” hanno tipologie diverse, al fine di riprodurre al meglio la gamma audio cui sono destinati, in particolare, i diffusori per la gamma media sono di tipo dipolare per sfruttare anche l'emissione posteriore riflessa dalle pareti della sala da concerto, mentre i diffusori per gli alti sono trombe iperboliche che permettono una grande pressione e linearità di emissione. Realizzato al fine di consentire l'interpretazione in concerto del repertorio elettroacustico, l’acusmonium AUDIOR viene utilizzato nell’ambito dello svolgimento di laboratori e masterclass. 

Eraldo Bocca è progettista e costruttore elettroacustico e consulente nell'ambito della progettazione acustica ambientale. Ha progettato e realizzato l'acusmonium AUDIORoccupandosi della definizione delle specifiche funzionali, dell'architettura, dell'assemblaggio, dei test di prova degli altoparlanti e della realizzazione dei moltiplicatori di segnale. Pur ispirandosi ai dispositivi mobili in uso in Francia (Radio France, Motus) e in Belgio (Musique Recherches), Bocca ha introdotto criteri costruttivi che legano in modo efficace la diffusività, la modularità e la distribuzione geografica degli altoparlanti. Collaboratore del CESMA(Centro Europeo Studi Musica e Acustica) di Lugano e del Centro Culturale San Fedeledi Milano, ha curato per il suo auditorium l'allestimento dell'acusmonium SATOR (50 altoparlanti), inaugurato nel gennaio 2012 e da allora utilizzato negli eventi organizzati nell'ambito delle stagioni di 'San Fedele Musica' (musica acusmatica, videoarte, Cin'acusmonium). È membro fondatore dell’associazione AUDIOR.

La musica acusmatica

La musica acusmatica è un’arte sonora le cui opere sono realizzate con suoni ripresi da microfono e/o sintetizzatore, manipolati e fissati su supporto analogico o digitale. Si differenzia sia dalle elettroniche “di consumo” per l’assenza di suoni di batteria elettronica che scandiscono il tempo, sia dalla musica elettroacustica o elettronica dal vivo (di origine “colta” o “popular”) perché, in “concerto”, non sono presenti strumentisti che producono o elaborano suoni. E’ creata per essere ascoltata tramite una complessa rete di altoparlanti, detta “acusmonium”. Per l'esecuzione in concerto è necessario elaborare una interpretazione spazializzata, che sia utile a organizzare lo spazio acustico secondo le caratteristiche della sala e lo spazio psicologico secondo le caratteristiche dell'opera.

L’interpretazione spazializzata

L'interpretazione spazializzata richiede da parte del direttore del suono un lavoro preparatorio comparabile a quello richiesto per ogni interpretazione musicale: ascolti multipli e analisi dell'opera; realizzazione di una partitura di diffusione o almeno di schemi di orientamento; riflessione sulle scelte musicali del compositore per sottolinearne il carattere; un lavoro di dettaglio sulla struttura. Il lavoro di chiarimento per l'ascolto (e talvolta di dissimulazione di alcune imperfezioni tecniche o di debolezze della composizione) richiede una disposizione dei gruppi di altoparlanti in funzione delle strategie di proiezione, con una serie di prove per sezioni, per gruppi di sezioni, un lavoro di incastri, di esecuzioni "filate", e la memorizzazione di strutture obbligate (Francis Dhomont).


INTERPRETI ALL’ACUSMONIUM:
Gabriele Balzano, Mattia Nuovo, Dante Tanzi


PROGETTO ELETTROACUSTICO:

Eraldo Bocca


PROGRAMMA a cura di Dante Tanzi


www.audior.eu

Contatti:eraldobocca@yahoo.it  - dante.tanzi@gmail.com