MARATONA ELETTRONICA FESTIVAL 5 GIORNATE
SABATO 18 MARZO ore 15 - Spazio Schiaparelli / Via Settembrini 4 MILANO

A cura di Eraldo Bocca e Dante Tanzi

Musiche di

Karlheinz Stockhausen, François Bayle, Elizabeth Anderson, Sergio Missaglia, Maurizio Carrettin-Vanessa Tagliabue Yorke, David Berezan, Giorgio Bianchi, Jean-Claude Risset, Livia Giovaninetti, Dante Tanzi, María Cristina Kasem, Gustavo Adolfo Delgado, Mattia Nuovo, Davide Salvan, Denis Shapovalov, Alessandro Perini, Gabriele Balzano, Erik Mikael Karlsson, Denis Dufour


INTERPRETAZIONE ACUSMATICA:

Gabriele Balzano, Giorgio Bianchi, Mattia Nuovo, Dante Tanzi

PROGETTO ELETTROACUSTICO:

Eraldo Bocca

PARTE I

15:00 - 16:10

Karlheinz Stockhausen "Gesang der Jünglinge" [1955] 13:03

Livia Giovaninetti "Anthropos" [2014] 15:00

Prima esecuzione in Italia

Maurizio Carrettin - Vanessa Tagliabue Yorke

"Inner Symphony" [2016] 5:15

Prima esecuzione assoluta

Interprete all'acusmonium: Dante Tanzi

Elizabeth Anderson "Solar Winds" [2012] 9:37

David Berezan "Styal" [2004] 13:54

Erik Mikael Karlsson "Schatten Zeit Schatten"[2012 - 2017] 12:00

Prima esecuzione assoluta

Interprete all'acusmonium: Giorgio Bianchi

PARTE II

16:20 - 17:30

Jean-Claude Risset "Mutations" [1969] 9:30

Dante Tanzi "Surveillance" (2009) 6:50

Prima esecuzione in Italia

María Cristìna Kasem "Las aguas abismales" [2008] 14:00

Prima esecuzione in Italia

Interprete all'acusmonium: Mattia Nuovo

Giorgio Bianchi "The sound, divided" [2017] 10:08

Prima esecuzione assoluta

Sergio Missaglia "Canali di riflessione" [2017] 11:00

Prima esecuzione assoluta

Mattia Nuovo "802" [2017] 10:00

Prima esecuzione assoluta

Davide Salvan "Il rumore è nella mente" [2017] 5:30

Prima esecuzione assoluta

Interprete all'acusmonium: Dante Tanzi

PARTE III

17:45 - 19:00

John Cage "Fontana Mix" [1958] 11:32

Denis Shapovalov "eikon" [2002] 12:46

Prima esecuzione in Italia

Alessandro Perini ""Étude Robotique" [2016] 7:01

Prima esecuzione assoluta

Interprete all'acusmonium: Gabriele Balzano

François Bayle "Vibrations composées" deuxième série [1973] 11:45

rosace 4 2:17 polyrythmie 4:46 petite polyphonie 1:25 rosace 5 3:15

Gabriele Balzano "Spermatodes" [2015] 8:00

Gustavo Adolfo Delgado "Permanente e Transitorio" [2015] 7:23

Denis Dufour "Variations acousmatiques" [2011] 14:26

Interprete all'acusmonium: Dante Tanzi


Progetto elettroacustico: Eraldo Bocca


NOTE DI PROGRAMMA


L'acusmatica è un'arte sonora. Le opere che ne risultano sono opere su supporto: esse non si manifestano se non attraverso la lettura del supporto sul quale sono state registrate, fissate in forma definitiva (su dischi flessibili alla fine degli anni quaranta, poi sul nastro magnetico dei magnetofoni e oggi sulla memoria dei calcolatori). Tale supporto sta al musicista acusmatico come la pietra sta allo scultore, la tela al pittore, il negativo al fotografo, la pellicola al cineasta. Come fa lo scultore con il suo materiale, il musicista incide nella materia dei suoni, costruisce, spesso sottrae. Come fa il pittore con i colori, giustappone, mescola, trasforma, compone. Come il fotografo, coglie, inquadra, illumina, sovraimprime. Come il cineasta, infine, tiene il tempo, crea il movimento, monta, contrappone, creando ripetizione e attesa, continuità e rottura, fluidità e contrasto. [ ]

Facciamo presente che nella novità dei suoni e dei timbri, la novità radicale dell'arte acusmatica è consistita nella possibilità di fissare tali suoni e di riascoltarli quanto è necessario nel corso del lavoro, al fine di intervenire nei loro propri caratteri (attacco, timbro armonico, grana, profilo, dinamica, ecc.) e infine di consegnare l'opera agli ascoltatori, senza che essi abbiano accesso alle fonti "realistiche" (casuali, aneddotiche) dei suoni. In tal modo è sollecitata la pura dimensione uditiva. In assenza di uno stimolo o di una distrazione visiva parassita, solo il suono giunge alla percezione, e allora l'immaginario entra in gioco liberamente. Per questo nell'ascolto acusmatico si può abbandonare - per poco che si entri nel gioco di questa specie di "immersione" - ogni riferimento musicale precedente.

(da: Denis Dufour & Thomas Brando, A propos du genre acousmatique, 1997)


PARTE I

Interpreti all'acusmonium: Dante Tanzi, Giorgio Bianchi


Karlheinz Stockhausen "Gesang der Jünglinge" [1955] 13:03

Generalmente descritta come "il primo capolavoro della musica elettronica","Gesang der Jünglinge" supera per complessità e intensità drammatica qualsiasi altra opera per nastro magnetico fino ad allora composta. E'inoltre significativa perché attraverso l'integrazione e la miscela di suoni elettronici e voci umane furono per la prima volta riuniti con successo due mondi opposti: quello della tedesca "Elektronische Musik", basata su suoni esclusivamente elettronici, e quello della "Musique Concrète" francese, basata sulla registrazione di eventi acustici casuali o predeterminati. Gesang der Jünglinge è celebre anche per il suo precoce uso della spazialità; infatti l'opera era originariamente stata pensata per cinque canali audio, in seguito ridotti a soli quattro canali (prima mono e poi stereo per la pubblicazione commerciale) allo scopo di coinvolgere l'ascoltatore in un'esperienza sonora di carattere totale. I giovani che fanno riferimento al titolo "Gesang der Jünglinge" sono i giovani citati nel Libro della Bibbia di Daniele, che il re Nabucodonosor fece gettare in una fornace ardente per essersi rifiutati di adorare un idolo d'oro e che, con grande stupore, vide in seguito indenni cantare le lodi al loro Dio, dal cuore dell'inferno. In Gesang, Stockhausen ha utilizzato undici dei versi cantati dai giovani. Dopo aver analizzato i versi nelle loro componenti fonetiche elementari Stockhausen ha incorporato questi suoni in un continuum timbrico che si estendeva dai toni puri (onde sinusoidali) al rumore bianco, procedendo poi alla serializzazione di altezze, durate, dinamiche sonore e timbri dei suoni elettronici e vocali. Nella creazione di un continuum acustico e semantico è stato senza dubbio aiutato dai suoi studi di acustica, di fonetica e di teoria dell'informazione con Werner Meyer-Eppler all'Università di Colonia.

Karlheinz Stockhausen (1928 - 2007) è stato un compositore tedesco tra i più significativi del XX secolo.. È conosciuto per il suo lavoro sulla musica elettronica, sull'alea nella composizione seriale e sulla spazializzazione in musica. Karlheinz Stockhausen compì gli studi alla Hochschule für Musik Köln di Colonia e alla Università di Colonia. Più tardi studiò con Olivier Messiaen a Parigi e con Werner Meyer-Eppler alla Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität Bonn. Dal 1952 al 1998 ha collaborato con lo "Studio per la musica elettronica" della radio Westdeutscher Rundfunk, ricoprendo anche il ruolo di direttore artistico. Fu una delle figure più carismatiche della Darmstadt School e le sue teorie sulla composizione furono e sono ancora oggi seminali non solo fra i compositori di musica contemporanea, ma anche nel jazz e nella musica popolare. Basandosi sul principio acustico elementare secondo il quale la percezione di durate si trasforma in percezione di altezze se l'intervallo fra le fasi percepite diminuisce e supera una soglia critica di circa un sedicesimo di secondo, Stockhausen prese come punto di partenza del suo ragionamento un universo sonoro unificato, i cui elementi non sono altro che "stati del tempo". La barriera tra il campo del "macrotempo" (durate) e quello del "microtempo" (altezze) cade e i termini specifici riservati all'uno e all'altro si confondono. Il lavoro di Stockhausen, che si estende nell'arco di oltre sessant'anni, travalica i moduli tradizionali. Oltre alla musica elettronica, la sua sperimentazione comprende composizioni per carillon, strumenti solisti, canzoni, musica da camera, musica corale, musica orchestrale ed operistica. Il suo lavoro come teorico e saggista comprende 10 volumi.

Livia Giovaninetti "Anthropos" [2014] 15:00 Prima esecuzione in Italia

Ispirato dall'antropologia, "Anthropos" tratta dell'essere umano nei suoi diversi aspetti: l'unità, lo sviluppo e il declino, i tre centri energetici (mente, istinto, percezione), le quattro principali funzioni complesse del corpo umano (circolazione, respirazione, sistema nervoso, digestione), i cinque sensi e i nove tipi di personalità (seguendo l'enneagramma). Ognuno di questi elementi definisce uno dei parametri del pezzo e risponde ad una divisione del tempo specifica, cosi creando una struttura complessa, a vari livelli, che permette più linee di ascolto.

Livia Giovaninetti è nata nel 1985 e inizia la sua formazione musicale all'età di sei anni con il violino. Interessata a diversi tipi di espressione musicale, scopre la musica gitana e il jazz, che approfondirà nel 1999 durante i suoi studi presso il CRR di Cergy-Pontoise. Durante i suoi studi ha ricevuto il suo DE (diploma di insegnante) e un Premio in scrittura classica, arrangiamento jazz e formazione musicale jazz. Ha scoperto la musica elettronica seguendo vari corsi e frequentando le masterclass di Alexandre Lévy e Annette Vande Gorne. Dopo aver studiato un anno presso il CRD di Pantin con Christine Groult, ha proseguito gli studi di composizione elettroacustica con Denis Dufour al CRR di Parigi. Livia Giovaninetti è docente di musica da diversi anni e compone regolarmente brani per scopi didattici. Nel 2013 ha fondato con Armando Balice Alcôme - una struttura dedicata alla musica elettroacustica dotata di un proprio sistema di spazializzazione, col quale organizza regolarmente concerti in Francia e in Europa.

Maurizio Carrettin-Vanessa Tagliabue Yorke "Inner Symphony" [2016] 5:15 Prima esecuzione assoluta

Elettronica ed Estetica, Sintesi Granulare e Voce. L'ispirazione comincia dai melismi del Gregoriano, poi la Polifonia Fiamminga, poi i Madrigali di Monteverdi, poi con un balzo arrivo alle sperimentazioni su nastro magnetico di Luciano Berio e Cathy Berberian (1958, omaggio a Joyce), e poi Luigi Nono. Queste le fonti storiche. Ho rielaborato la voce e l'interpretazione di Vanessa Tagliabue Yorke, le sue frasi, il suo canto, ho ricomposto la tavolozza. Sia l'elettronica, sia la voce vengono trattate secondo direzioni più estetiche che sperimentali. Il filo della narrazione e la personalità di Vanessa sono volutamente sempre riconoscibili.

Maurizio Carrettin, nato nel 1952 a Milano, diplomato in Flauto al Conservatorio di Parma, si è perfezionato a Roma con K. Klemm, e all'Accademia Chigiana con S. Gazzelloni. Ha tenuto concerti come solista e in orchestre lirico sinfoniche. Con la formazione "Sestetto Poulenc" ha svolto concerti in Italia e all'estero e ha partecipato a Festival nazionali e internazionali, registrando programmi televisivi e radiofonici per la RAI. Dal 1978 è docente di Flauto al Conservatorio di Mantova. Dal 1990 al 1995 ha iniziato la ricerca elettronica componendo musiche per il Centro Ricerca Teatrale di Cremona, abbinando l'elettronica alla performance live. Dal 2000 si occupa del Laboratorio Discografico del Conservatorio di Mantova. Dal 2000 la sua ricerca si è concentrata sulla Sintesi Granulare al fine di introdurre nelle composizioni un "feeling" vitale e pseudo-acustico. Nel 2015 la Centaur Records (USA) ha pubblicato il CD "SyntEnergheia Project", dove tutti gli eventi elettroacustici sono combinati in fenomeni "quasi biologici", riconducibili ai primordi della materia sonora in evoluzione. Nel 2016 vengono pubblicati su Bandcamp due CD: "De.Chronos" e "AncientRituals", composizioni che esplorano la Sintesi Granulare e le manipolazioni ritmiche e di costruzione e disgregazione timbrica. Nel 2016 inizia la collaborazione con Vanessa Tagliabue Yorke, cantante jazz e sperimentatrice, che darà luogo alla produzione di un CD per elettronica e voce.

Vanessa Tagliabue Yorke è una cantante di jazz di nuova generazione, specialista del repertorio del jazz classico, attenta alla sperimentazione e creativa. Ha sviluppato progetti nel segno della contaminazione, collaborando con artisti prestigiosi e con i più importanti esponenti del hot jazz americani, ha inciso dischi negli U.S.A. In Italia collabora stabilmente con alcuni dei più grandi musicisti italiani incidendo per Artesuono, Parco della Musica di Roma, Abeat insieme a Mauro Ottolini, Francesco Bearzatti, Paolo Birro, Zeno de Rossi, Vincenzo Vasi, Ethan Uslan, tra gli altri. Ha partecipato a numerose edizioni di Umbria Jazz, Torino Jazz Festival, Festival Tenco di Sanremo, Italian Music Festival of Thailand, "A tribute to Bix" Festival in Racine (IL, U.S.A), Berchidda Jazz Festival Ravello Jazz Festival, tra gli altri, ed è stata ospite di Radio Rai Tre, Radio Popolare, Radio Rai Due.

Elizabeth Anderson "Solar Winds" [2012] 9:37

'Solar Winds' incorpora traduzioni acustiche di fenomeni elettromagnetici che sono prodotte dalla Terra, così come altri fenomeni astronomici, e costituisce un immaginario viaggio astronomico e sonoro osservato dal punto di vista dell'ascoltatore - che è la Terra. Commissionato da Musiques & Recherches, 'Solar Winds' è stata realizzata nel 2012 presso lo studio Métamorphoses d'Orphée del centro Musiques & Recherches di Ohain (Belgio). 'L'idea di presentare venti solari è nata dal desiderio di onorare gli astronomi della cultura Maya antica e il loro culto del Sole, in un momento che segna la fine di un ciclo del calendario mesoamericano (Mesoamerican Long Count calendar) e l'inizio del successivo. Dopo aver considerato diversi eventi astronomici, il mio interesse si è focalizzato sul rapporto che il vento solare (flussi di particelle cariche provenienti dal Sole) potrebbe avere con la magnetosfera terrestre. Secondo il modello di magnetosfera aperta di James Dungey (1923), le linee di campo interplanetario che emanano dal Sole sono trasportate dai venti solari e quando colpiscono la magnetosfera si incrociano con le linee del campo magnetico terrestre. Ho scelto questo modello come punto di partenza per realizzare la sonorizzazione di questi eventi di 'non suono' attraverso il mezzo acusmatico. (E. A.).

Elizabeth Anderson ha ricevuto un Bachelor of Arts in Music (1982) e un Master of Music di composizione (1987). Nel 1993 ha conseguito il Diploma finale di composizione di musica elettronica al Conservatorio Reale di Anversa (Conservatorio Reale di Anversa, Belgio) seguito da un primo premio (1994) e un Diploma Superiore (1998) in composizione elettroacustica al Conservatorio Reale di Mons (Conservatorio Reale di Mons, Belgio) con Annette Vande Gorne. Nel 2003 è entrata a far parte del dipartimento di composizione elettroacustica del Conservatorio Reale di Mons. Ha conseguito il dottorato in composizione elettroacustica con Denis Smalley presso la City University di Londra (Inghilterra, Regno Unito) nel 2011. Alla base del suo approccio creativo e pedagogico sta il desiderio di esprimere attraverso il suono il macrocosmo dell'universo e il microcosmo della vita cellulare. La sua ricerca sulla percezione della musica elettroacustica si muove in una prospettiva estesico-poietica, attraverso modelli in grado di esplorare il significato della musica elettroacustica, sia dal punto di vista del compositore sia dal punto di vista dell'ascoltatore. La musica di Elizabeth Anderson (acusmatica, multimedia, musica mista, opere radiofoniche e installazioni sonore) viene eseguita in ambito internazionale da oltre 20 anni e ha ricevuto numerosi premi: ASCAP-SEAMUS (USA, 2001); Bourges (Francia, 1994), CIMESP (Brasile, 1995 2001, 2003 e 2007); Città di Udine (Italia, 2004), Metamorfosi (Belgio, 2004), Musica Nova (Repubblica Ceca, 2008); Noroit-Léonce Petitot (Francia, 1998); Stoccolma Electronic Arts Award (Svezia, 1994); TIME (2002) e Pierre Schaeffer di Electronic Music Competition (Italia, 2007).

David Berezan "Styal" [2004] 13:54

Al centro della Quarry Bank Mill a Styal, a sud di Manchester (Regno Unito), gira una grande ruota idraulica di ferro, la forza trainante originale per le macchine tessili del XIX secolo, ancora presenti all'interno degli edifici. La ruota mette in movimento un albero di trasmissione di grandi dimensioni, il cui suono può essere ascoltato mentre scuote tutto il Mulino, mischiato ad una ricca collezione di altri suoni. Varie combinazioni di energia d'acqua, vapore e motori elettrici interagiscono per guidare gli apparati di potenza e altri macchinari in metallo e in legno - i resti dalla Rivoluzione Industriale.Abitare il mulino equivale ad essere immersi in un mondo di grande potenza sonora, con vibrazioni, risonanze, ritmi, intensità ed energia, acqua e vapore, ingranaggi e ruote, interruttori, cinghie, pulegge e mandrini, tubi di vapore che gemono e tendono le macchine, trame e tessuti delicati. Tutto questo da luogo ad una musica molto particolare che sta nel Mulino; i macchinari, le assi del pavimento e l'aria, e gran parte di essa finisce in Styal. Tuttavia Quarry Bank Mill è solo un punto di partenza per questo lavoro. Con i suoni che ho in parte trovato e in parte preso in prestito dal mulino (oltre add altri suoni aggiuntivi di bobine di filo e di tessuti strappati registrati in studio), io disegno un mondo sonoro, la musica, e ricreo un luogo della mia immaginazione. Realizzato nel 2004 presso gli Electroacoustic Music Studios dell'università di Manchester (UK), "Styal" è stato eseguito per la prima volta il 15 ottobre 2004 nell'ambito della serie di concerti di MANTIS (Manchester Theatre in Sound), Cosmo Rodewald Concert Hall del centro Martin Harris dell'Università di Manchester (UK).

David Berezan Con una Laurea in Storia (1988) conseguita all'Università di Calgary, un Diploma in Composizione (1996) al Grant MacEwan College (Edmonton) e un Master in Composizione (2000) dell'Università di Calgary, David Berezan si è trasferito in UK e ha completato un PhD in Composizione Elettroacustica (2003) all'Università di Birmingham (UK). Nel 2012 è stato nominato Professore di Composizione Musicale Elettroacustica all'Università di Manchester (UK), dove ha operato dal 2003 come Direttore degli Electroacoustic Music Studios e del MANTIS (Manchester Theatre in Sound). Dal 2000 si è dedicato prevalentemente alla musica acusmatica. E' assertore della diffusione del suono come performance e dell'interpretazione in concerto di opere registrate su supporto. David Berezan è stato premiato in diversi concorsi internazionali: Musica Viva (Portogallo, 2012), Bourges (Francia, 2002), Luigi Russolo (Italia, 2002), Radio Magyar (Ungheria, 2001), São Paulo (Brasile, 2003, '05), L'espace du son (Belgio, 2002) e JTTP (Canada, 2000). Oltre alle assai frequenti esecuzioni in concerto, le sue opere sono state trasmesse dalla CBC (Canadian Broadcasting Corporation) e dalla BBC (British Broadcasting Corporation). Ha lavorato in residence negli studi dell'Università di Calgary (Canada, 2011), Montréal (Québec, 2011), CMMAS (Mexico, 2011), EMS (Sweden, 2011, '12), VICC (Sweden, 2011, '12), The Banff Centre of the Arts (Canada, 2000, '07), ZKM's Institut für Musik und Akustik (Germania, 2007), Ina-GRM (Francia, 2007), IMEB (Francia, 2007), ESB (Confederazione Elvetica, 2005) e Università di Tamagawa (Giappone, 2007).

Erik Mikael Karlsson "Schatten Zeit Schatten "[2012 - 2017] 12:00 Prima esecuzione assoluta

"Schatten Zeit Schatten" (Shadows Time Shadows) è una composizione che si confronta con il tempo e la memoria, tema che ha occupato la mia vita artistica per diversi anni anche come piattaforma concettuale per molte delle mie composizioni (ad esempio "Hotel d'un Collectionneur" nel 1996, "Night of Enchantment" nel 1997 e "Membrane et Mémoires" nel 2006, ecc). In nessun modo "Schatten Zeit Schatten" deve essere intesa come musica a programma. Tempo e Memoria sono solo un punto di partenza personale, che collega suoni, strutture e forme tratte da lavori precedenti e da esperienze di lavoro in studio, ma che guarda anche in avanti, verso una personale visione della musica elettronica (E.M.K.)

Erik Mikael Karlsson, nato il 10 Dicembre 1967 in Nynäshamn, è un compositore svedese e lavora anche come direttore presso la Radio Svedese. La sua musica è stata descritta come 'magistralmente contenuta ed elegante, una musica proveniente da un paesaggio interiore, un mondo infinito e concentrato: profondo, scuro e sereno. La sua musica e la sua arte del suono sono colme di Strutture, riflessioni, puri fenomeni di moto'. Nel 1985 ha frequentato l'Istituto di Musica Elettroacustica in Svezia per studiare composizione e musica elettroacustica e ha rapidamente guadagnato un posto nel Pantheon della musica internazionale con una serie di lavori acclamati e premiati dalla critica. Nel 1990 è stato assiduamente impegnato come compositore presso diverse istituzioni, tra cui: Groupe de Musique Expérimentale de Bourges, Istituto danese per la Musica Elettroacustica ad Århus, Westdeutscher Rundfunk di Colonia, La Muse en Circuit, INA-GRM di Parigi, e la Radio Danese a Copenaghen. Nel 1992 gli è stata conferita la prestigiosa borsa di studio DAAD (Deutscher Akademischer Austauch Dienst). Per il resto dell'anno e del successivo ha lavorato presso lo studio per la musica elettronica alla Teknische Universität di Berlino. Karlsson ha ricevuto numerose commissioni da parte di diverse istituzioni, tra cui il governo francese (Commande de l'Etat Française), INA-GRM (Groupe de Recherches Musicales) di Parigi, Westdeutscher Rundfunk di Colonia, il Cullberg Ballet, Sonic Arts Network, DAAD Berliner Künstlerprogramm, Institut international de Musique électroacoustique de Bourges, la Muse en Circuit, il Consiglio di Musica Danese, Danish Radio, l'Istituto Svedese del Concerto e la Swedish Radio. La musica di Karlsson è stata eseguita in tutto il mondo e il compositore ha tenuto conferenze sulla sua musica presso università e conservatori in Europa e nel Nord America. Dal 2001 ha lavorato alla Radio svedese come presentatore, produttore e responsabile del progetto per la musica classica e contemporanea (opera, orchestra e musica da camera); dal 2015 ha assunto l'incarico di direttore per i dipartimenti di teatro, cultura, musica e intrattenimento alla Radio Svedese a Malmö.


PARTE II

Interpreti all'acusmonium: Mattia Nuovo, Dante Tanzi


Jean-Claude Risset "Mutations" [1969] 9:30

Commissionato da GRM, Parigi, "Mutations" è stato interamente sintetizzato al computer nei Laboratori del Bells, nel 1969, usando un adattamento del programma Music V di Max Mathews realizzato da me e da Pierre Ruiz (DDP 224). E' stata utilizzata principalmente la sintesi additiva, documentata nel mio catalogo di suoni digitali (riedito dalla Wergo nel 1995). Grazie a John Chowning, "Mutations" è anche il primo pezzo contenete suoni di modulazione di frequenza (FM). Speciali algoritmi producono arpeggi, così come, occasionalmente, serie di 12 suoni. Il titolo si riferisce alla trasformazione graduale di una scala di altezze verso un continuum glissato. Il pezzo fonde aspetti melodici, armonici e timbrici. All'inizio un motivo melodico si trasforma in un accordo, che è poi prolungato nel timbro. Attraverso l'aggiunta di armonici si trasforma nella mistura "organo" o registro di "mutazione", e attraverso deviazioni vaganti delle altezze, una densa struttura di frequenze si dissolve in un continuum di altezze realizzato in un glissando eternamente ascendente (concluso da un suono ascendente che alla fine è grave: un altro paradosso o illusione acustica). Mutations ha ricevuto la menzione al concorso di musica elettronica di Dartmouth nel 1970 ed è edito sul CD Risset-Sud (INA-GRM 1003) e nella recente raccolta di dischi in vinile (INA GRM REGRM 011). Liliane Schwartz ha realizzato un film astratto su "Mutations" che ha vinto la Cine Golden Eagle Award.

Jean-Claude Risset (1938 - 2016) è stato un compositore francese, noto per i suoi contributi pionieristici alla computer music. E' stato allievo di André Jolivet e collaboratore di Max Mathews presso i Bell Labs (New Jersey, USA) dove, a partire dal 1964 ha utilizzato il software MUSIC IV per ricreare digitalmente i suoni di ottoni. Ha effettuato registrazioni digitali di trombe e ne ha studiato la composizione timbrica e lo spettro, rivelando che l'ampiezza e la frequenza delle armoniche (o, più correttamente, parziali) di questi strumenti possono essere diverse a seconda della frequenza, la durata e l'ampiezza. Ha inoltre svolto i primi esperimenti su una serie di tecniche di sintesi, tra cui FM Sintesi e waveshaping. Risset ha creato una versione della scala in cui i passaggi tra ogni tono sono continui, che ha preso il nome di 'Glissando Shepard-Risset'. Ha anche creato un effetto simile con il ritmo, in cui il tempo sembra aumentare o diminuire all'infinito. Una selezione delle opere di Jean-Claude Risset: Computer Suite from Little Boy (1968) 13:00; Dérives musica vocale, per coro e nastro magnetico (1985) 15:00; Inharmonique per soprano e nastro (1977) 15:00, Escalas, per grande orchestra (2001) 17:00; Mirages, per 16 musicisti e nastro (1978); Profils musica da camera, per 7 strumenti e nastro (1983) 18' 24; Mutations II per ensemble ed elettronica (1973) 17:00; Trois études en duo, per pianoforte MIDI con interazione con computer (1991) 10:00, Huit Esquisses en duo, per pianoforte MIDI con interazione con computer (1989) 17:00; Voilements, per sassofono e nastro (1987) 14:00, Passages per flauto e nastro (1982) 14:00 Variations per violino ed elaborazione digitale (1995) 8', Invisible Irène (1995) 12:00, Sud (1985) 24', Songes (1979) 10:00; Trois mouvements newtoniens (1978) 13:00; Elementa (1989) 22:00, Espaces résonants (2002) 14:30; The Other Isherwood (2015) 9:45.


Dante Tanzi "Surveillance" (2009) 6:50 Prima esecuzione in Italia

E' la rappresentazione acustica di uno spazio claustrofobico e intrusivo. Una tessitura di traiettorie lineari ed imitazioni, talvolta interrotte, intrecciate ad eventi impulsivi, suoni striati, reiterazioni nervose, risonanze e allarmi acustici. Sesto brano dall'album 'Double Miroir' pubblicato nel 2014 dall'etichetta obs (Rostov), nel 2016 "Surveillance" è stata eseguita nell'ambito del New York City Electroacoustic Music Festival (NYCEMF, Abron Center, New York, USA).

Dante Tanzi è compositore e interprete di musica elettroacustica. Diplomato in Musica Elettronica e Tecnologie del Suono al conservatorio di Como, ha studiato interpretazione della musica acusmatica in Francia. Nel 2011 e nel 2014 ha curato il programma dei concerti di musica acusmatica per il 'Festival 5 Giornate' di Milano. Dal 2012 prende parte come interprete all'acusmonium alle stagioni di 'San Fedele Musica' e cura la programmazione e l'interpretazione dei concerti realizzati con l'acusmonium mobile AUDIOR. E' collaboratore del CESMA (Centro Europeo Studi Musica e Acustica) di Lugano. Le sue composizioni sono state eseguite in Italia (Musica Nel Nostro Tempo, Colloqui di Informatica Musicale), Svizzera (Euromicro, Computer Music Concert), Canada (EuCue Series), Regno Unito (ICMC, Sonorities), Spagna (Festiva di Flix), Francia (Festival Licences, Festival Futura, concerti di Alcôme, Festival En Chair et En Son), Paesi Baschi (Festival Bernaola), Austria (Ars Electronica) e Stati Uniti (NYCEMF). Dal 1985 al 2009 ha lavorato presso il Laboratorio di Informatica Musicale dell'Università degli Studi di Milano. E' autore di saggi pubblicati su Leonardo Music Journal, Leonardo, Organised Sound, Crossings e Contemporary Music Review. E' membro fondatore dell'associazione 'AUDIOR'.

María Cristina Kasem "Las aguas abismales" [2008] 14:00 Prima esecuzione in Italia

"Las Aguas abissale" (Le acque abissali) si basa sulla Teogonia Toba. La voce di una strega racconta le origini del mondo. Dal punto di vista musicale è una sorta di recitativo sulla conoscenza. La composizione del brano si ispira all'intelligibilità e alla perdita di intelligibilità della voce, intese come due parametri opposti. Il pubblico può riconoscere un buon numero di strumenti tradizionali (flauti, flauti di Pan, tamburi, canne etc.) trasformati grazie all'utilizzo dei processi di elaborazione classici dello studio di musica elettroacustica (filtri, shuffling, cambi di velocità, etc.). La composizione si svolge come una sorta di suite il cui ultimo episodio ricorda il fluido magico dell'acqua. C'è, in fondo alle acque abissali, l'energia di un apprendista stregone che combatte contro terribili demoni per sconfiggerli. La composizione, creata nel 2008 nello 'Studio du Nord' dell''Università di Lille 3 in Francia, ha ottenuto il primo premio al Concorso Internazionale di Bourges di Musica Elettroacustica del 2009.

María Cristìna Kasem è una compositrice, violinista e poetessa argentina. Risiede in Francia dal 2009. Come compositrice ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Premio Internazionale della Fondazione Destellos (Argentina) e Motus Acousma (Francia) per la composizione elettroacustica Lo inefable (2008); menzione onorevole dalla sezione argentina dell'ISCM (Société Internationale de Musique Contemporaine) per la composizione Niebla y Luz e selezione della stessa composizione per ISCM World Music Days Stoccolma, Svezia (settembre 2009); Primo premio al Concorso Internazionale di Musica Elettroacoustica di Bourges per la composizione Las aguas abismales (2009); Menzione onorevole al SONOM - Monterrey - México per la composizione IVI MARA HEY (2013); Primo premio al Museum of Bahía Blanca, Argentina, per la composizione MUNDUS IMAGINALIS (2013); Selezione per il International Music Council ROSTRUM - UNESCO in Helsinki, Finlandia, per avere rappresentato l'Argentina con la composizione PACHA MAMA (2014).

Giorgio Bianchi "The sound, divided" [2017] 10:08 Prima esecuzione assoluta

"Il suono diviso" indica il sezionamento verticale dello spettro sonoro e una costruzione di strutture multicolore. Questo sezionamento è prodotto utilizzando un filtro a "pendenza verticale" concepito dall'autore. Il filtro permette di tagliare con grande precisione aree dello spettro. I flussi sonori possono essere isolati fra loro oppure interagire in un corpo unico. Questa procedura può introdurre contrasto tra le diverse fasce sonore arrivando ad una tessitura movimentata, oppure può portare ad una fusione di colori in una struttura omogenea traslucida.

Giorgio Bianchi ha studiato composizione musicale elettroacustica con Giovanni Cospito al conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano. Ha partecipato attivamente alle Masterclass di Jean Claude Risset e Annette Vande Gorne. Ha partecipato al XVIII CIM di Torino con una esperienza sulla tecnica Waveset. Collabora con l'artista/designer Alla Polozenko, scrivendo musica ispirata ai suoi dipinti, che viene eseguita al festival di musica acusmatica "Silence" di Bari. Espone le proprie opere audiovisive al Museum of Computer Art di New York. Ha partecipato allo stage di interpretazione acusmatica di Motus con Jonathan Prager. Collabora attivamente alle iniziative artistiche legate all'acusmonium AUDIOR e all'omonima associazione fondata da Eraldo Bocca e Dante Tanzi. Ha collaborato con Alessandro Laraspata e Omar Dodaro al progetto Patmos3 (Fondazione San Fedele di Milano) per la sonificazione di una mostra di Iannis Kounellis. Compone prevalentemente musica acusmatica e arte audiovisuale, arte performativa interattiva e live electronics (con strumenti). Formazione: Diploma SAE (Electronic Music Production). Laurea Triennale in Musica Elettronica e Tecnologie del suono (indirizzo compositivo) presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano voto: 110 e lode. Laurea Biennale di Musica Elettronica e Tecnologie del Suono presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano voto: 110.

Sergio Missaglia "Canali di riflessione" [2017] 11:00 Prima esecuzione assoluta

In "Canali di riflessione" ho voluto attuare una rilettura del genere del soundscape per trattare un argomento tutt'ora di grande attualità, quello delle "grandi navi" a Venezia. L'idea alla base della composizione è quella di presentare gli elementi umani che compongono il mio vissuto veneziano e che caratterizzano questa città unica al mondo, simboli di un patrimonio che andrebbe preservato con ogni mezzo. Le risonanze dei passi nelle calli, le infinite riflessioni delle campane ed i suoni della fervente attività culturale di Venezia vengono qui contrapposte ai ringhi dei motori e alle gravi sirene delle grandi navi, rielaborate elettronicamente per simbolizzare al meglio l'aberrante sproporzione tra esse e la città stessa.

Sergio Missaglia nasce a Como nel 1993. Dopo aver compiuto studi di batteria e pianoforte, ha frequentato il corso di Musica Elettronica presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Como, dapprima sotto la guida del M° Sylviane Sapir e poi del M° Marinoni con il quale, nel marzo 2016, si diploma con il massimo dei voti con una tesi intitolata "Binari Erranti. Iperfilm: Prospettive di cinema nell'epoca della multimedialità interattiva". Suoi lavori sono stati diffusi alla radio ed alla televisione della Svizzera italiana ed in occasione di festival ed eventi internazionali quali "Europa in versi", Expo 2015 e "La Via Lattea". Oltre alla pratica compositiva, svolge anche un'attività di esecuzione di brani del repertorio elettroacustico ed acusmatico, sia su sistemi ottofonici presso il Conservatorio di Como, sia sull'Acusmonium AUDIOR.

Mattia Nuovo "802" [2017] 10:00 Prima esecuzione assoluta

"802" è rimuginare continuo, l'incapacità di sospendere il ripiegamento del pensiero su se stesso, la volontà di precipitare una soluzione, impossibile. Alla fine ciò che ha segnato resta dov'è, non cessa di non scriversi, lascia senz'armi e senza parole.  

«Il y a de l'un». (J. Lacan, Il Seminario, libro XIX)

Mattia Nuovo (Milano, 1987) è un sound designer e performer italiano. Dopo la maturità classica, studia composizione e musica elettronica al Conservatorio di Como. Dal 2010 frequenta le masterclass di composizione di Riccardo Vaglini. Nel 2014 fonda Lascaux Onlus, cooperativa sociale ispirata all'insegnamento di Jacques Lacan, nella quale è responsabile dell'area Arte e Cultura, organismo rivolto alla produzione e diffusione dell'arte contemporanea. Sempre dal 2014 fonda con Lorenzo d'Erasmo il duo nuovoderasmo, con il quale nell'ultimo anno ha realizzato performance di lunga durata a Monza e Venezia. Dal 2016 collabora con Studio Antimateria, per il quale cura il suono in opere di videomapping e visual-design. Suoi lavori musicali e/o performativi Festival Camino Contro Corrente, all'Istituto di Cultura Italiana di Atene e Sidney, al Festival della Luce di Como.

Davide Salvan "Il rumore è nella mente" [2017] 5:30 Prima esecuzione assoluta

Circondati da rumore costante, a volte assuefatti, a volte infastiditi, siamo bombardati da stimoli multiformi e discordanti. L'autore prova a descrivere come il rumore esteriore, uditivo, visivo o di qualsiasi altro tipo, sia essenzialmente una nostra percezione che entra con prepotenza nella nostra mente, e che può essere rifiutata o subdolamente integrata. Ma il rumore è anche dentro di noi; quello esterno può solo generare una distorsione ed eludere così una discesa negli inferi o nel paradiso del nostro Sè. Questo brano vuol essere un invito alla ricerca della Consapevolezza.

Davide Salvan nasce a Garbagnate Milanese nel 1991. Tecnico del suono e musicista autodidatta, attualmente frequenta il terzo anno del corso accademico di I° livello in musica elettronica al Conservatorio G. Verdi di Como. Nel 2016 partecipa come interprete alla Masterclass "AUDIOR - Un'orchestra di altoparlanti" a cura di Eraldo Bocca e Dante Tanzi. Sempre nel ruolo di interprete all'acusmonium, partecipa alla presentazione del disco "VOX HUMANA" sabato 18 giugno 2016 nell'ex chiesa di San Cristoforo in Lodi. La sua prima composizione, per sistema ottofonico, è stata presentata il 27 maggio 2016 al festival Elettrosensi istituito dallo stesso Conservatorio. Coltiva da sempre una profonda passione per la musica applicata alle immagini.


PARTE III

Interpreti all'acusmonium: Gabriele Balzano, Dante Tanzi


John Cage "Fontana Mix" [1958] 11:32

"Fontana Mix", la cui notazione deriva dal Concerto per Piano e Orchestra (1957-58), era originariamente intitolata "Performance Mix". E' stata poi ribattezzata in onore della padrona di casa italiana di Cage, signora Fontana. La partitura grafica è composta da dieci fogli di carta con linee curve e da dodici trasparenti, dieci dei quali contengono uno svariato numero di punti distribuiti in modo casuale, l'undicesimo presenta una linea retta e l'ultimo una griglia. Secondo le istruzioni di Cage, i fogli possono essere sovrapposti l'uno sull'altro e interpretati in modo da indicare le differenze di elementi come il tono, la durata o il volume di una varietà di diversi eventi sonori, la classe di ciascun suono e la lunghezza di nastro utilizzato. Nel febbraio del 1959 Cage ha realizzato presso lo Studio di Fonologia della RAI di Milano (con l'assistenza di Marino Zuccheri) una versione per due nastri magnetici. Le realizzazioni su nastro di Fontana Mix riappaiono anche in lavori successivi (Water Walk e Sounds of Venice, Aria, Theatre Piece e WBAI) e costituiscono una parte integrante di Indeterminacy: New Aspect of Form in Instrumental and Electronic Music.

John Cage (1912 - 1992). Musicista statunitense. Allievo di Henry Cowell, di Arnold Schönberg e di Edgard Varèse, dal 1956 al 1960 ha insegnato alla New School di New York. Musicista eccentrico e ironico, si è affermato soprattutto come pianista e compositore d'avanguardia. Ha ideato il "pianoforte preparato" (cioè un pianoforte sulle cui corde sono applicati svariati oggetti, in modo da ottenere effetti timbrici inediti). La sua sperimentazione non si è limitata tuttavia agli strumenti, ma ha compreso i concetti stessi di suono, concerto, etc. In particolare, John Cage ha introdotto nella composizione la dimensione casuale, aleatoria. Ha scritto lavori teatrali, musiche strumentali, composizioni elettroniche, tra i quali ricordiamo: Imaginary landscape n. 1 (1939), la prima opera elettronica nella storia della musica, The seasons (1947); Concerto (1951); Variations I e II (1958-61); Etcetera, empty words (1973); Freeman études (1977-78). Innegabile l'influenza esercitata da Cage su musicisti anche molto diversi da lui, come Pierre Boulez, Henry Pousseur, Karlheinz Stockhausen, Sylvano Bussotti. Tra i suoi scritti: Silence (1961, trad. it. 1971), Notations (1969) [Da Enciclopedia Treccani].

Denis Shapovalov "eikon" [2002] 12:46 Prima esecuzione in Italia

"eikon" è parte della trilogia intitolata "comodia / eidyllion / eikon", registrata con una scheda audio Creative SB Live e pubblicata nel 2007 dall'etichetta obs, diretta da Denis Shapovalov.Ispirata dalla condizione arcaica dell'artista dell'era del Neanderthal, questa composizione conclude un'intera narrazione svolta nelle profondità dell'ambiente acustico di una grotta, ricreato attraverso l'uso dell'elettronica e di alcuni strumenti etnici.

Denis Shapovalov è nato nel 1978 a Rostov sul Don. Ha studiato chitarra classica, si è diplomato al Liceo Artistico e in seguito all'Università di San Pietroburgo, Facoltà di Cultura e delle Arti. Negli anni '90 ha fondato la band pagan metal sunchariot che ha pubblicato in Canada, Europa, Russia e ha svolto numerosi concerti nell'ambito di un genere che fonde metal estremo con le tradizioni precristiane legate alla mitologia e alla storia slave. Dalla fine degli anni '90 si è interessato alla musica elettronica e ha iniziato i suoi esperimenti in questo settore. Nel medesimo periodo sono nati progetti come adriva, sunchariot, dsmatter etc ... che hanno dato luogo a diverse pubblicazioni e a numerosi concerti in Rostov. I progetti sono talvolta apparentati a ad orientamenti estetici quali il lo-fi sound, il noise e il primitivism. Nel 2004 ha fondato l'etichetta obs, tutt'ora in attività.

Alessandro Perini "Étude Robotique" [2016] 7:01 Prima esecuzione assoluta.

Nel 2015 ho registrato alcuni suoni prodotti da un braccio robotico chiamato UR10, un dispositivo ad alta precisione per applicazioni industriali. Il robot di per sé è molto silenzioso, ma dei microfoni a contatto posti su di esso rivelano un mondo sonoro inaspettato. I suoni sono stati utilizzati per la realizzazione di un prototipo di sistema live per la sonorizzazione in tempo reale di uno spettacolo di danza, che includeva il braccio robotico stesso sul palco assieme ai danzatori; il lavoro ha preso, parallelamente, anche una direzione compositiva acusmatica. Il sistema di sound design è stato adattato e controllato in modo da poter ottenere delle strutture musicali: in "Étude Robotique" il materiale sonoro è infatti organizzato immaginando i diversi movimenti della macchina sia come serie di istruzioni per lo svolgimento di compiti industriali, sia come parte di un comportamento che allude alla danza.

Alessandro Perini Nato nel 1983 a Cantù (Co), Alessandro Perini è compositore e artista sonoro. Ha studiato composizione, musica elettronica e comunicazione in Italia e in Svezia con insegnanti quali Luca Francesconi, Ivan Fedele, Giovanni Cospito e Kent Olofsson. Al background musicale, costituito da studi accademici ed extra-accademici, ha affiancato studi e ricerche nel campo dell'informatica, delle nuove tecnologie e della loro interazione con la musica. La sua produzione spazia dalla composizione strumentale ed elettronica alle opere audiovisive, e comprende sistemi luminosi, land art e videomapping. La sua musica è stata eseguita in festival quali la Biennale di Venezia, Festival Futura (Francia), Open Spaces (Germania), Connect Festival e New Directions (Svezia), Pro cesas (Lituania), UNM 2012 (Islanda), Moscow Forum (Russia), Tempus Fugit e Distat Terra (Argentina). È stato in residenza alla Fondazione Spinola Banna per L'Arte (2014), a Chiaravalle per il Premio Imagonirmia 2016 e a Maggio parteciperà alla residenza I-Park con un progetto di arte sonora inserita nel paesaggio. Negli anni passati ha collaborato come docente nei dipartimenti di musica elettronica del Conservatorio di Musica di Como e dell'Accademia di Musica di Malmö, dove attualmente risiede.

François Bayle "Vibrations composées" deuxième série [1973] 11:45

rosace 4 2:17 polyrythmie 4:46 petite polyphonie 1:25 rosace 5 3:15

Alcuni movimenti vibratori possono essere legati organicamente in modo da realizzare composizioni di forze, singolarità morfodinamiche al di sotto della soglia dell'udibile. Ne risulta uno speciale tipo di ascolto, che si volge con attenzione verso le palpitazioni del materiale, la sua emotività, la sua 'respirazione', la sua 'tessitura', il movimento delle sue strutture. Da ciò emerge la progressione delle composizioni brevi, ma gradualmente sempre più ricche, designate con il termine di Rosace. E tutto accade come se si trattasse, attraverso stadi successivi di adattamento uditivo, di accedere all'esperienza centrale dell'ultima Rosace, la quinta, che si propone come il nucleo dell'opera, il cuore dell'organismo. Nel frattempo, diverse digressioni intercalate da vie di fuga offrono respiri immaginari, tessiture, poliritmie, piccole polifonie. Si guadagna un senso di prospettiva, poiché il percorso rimane provvisoriamente sospeso al centro della sua spirale (Rosace 5). Più lontano, per un tempo successivo, una più grande polifonia (F.B.)

François Bayle (1932) è nato a Tamatave nel Madagascar. L'infanzia 'non occidentale' e una formazione musicale più o meno nomade e principalmente da autodidatta spiegano il naturale adattamento di François Bayle al carattere problematico della musica sperimentale, soprattutto nella situazione degli anni '60, periodo nel quale egli debutta come compositore. Collaboratore di Pierre Schaeffer, nel 1958 si è unito al Gruppo di Ricerca Musicale (GRM) e nel 1966 ne è divenuto il responsabile. Nel 1975, in seguito all'unione del GRM con INA è stato nominato direttore del dipartimento Ina-GRM, ruolo che ha mantenuto sino al 1997. E' il compositore che più di altri ha esercitato influenza sulla formazione di alcuni concetti fondamentali per la musica acusmatica. Nel 1974 ha concepito l'acusmonium, dispositivo originale per la spazializzazione del suono. Nel 1991 ha fondato l'Acusmathèque, luogo utilizzato dal Gruppo di Ricerca Musicale per l'esecuzione, la conservazione e la disseminazione delle opere acusmatiche. François Bayle ha definito le tappe del suo cammino come 'utopie dove si esplorano le genesi dei movimenti sonori, la grammatica della loro formazione, le loro relazioni con gli avvenimenti del mondo fisico e psichico'. Attraverso l'utilizzo di una grammatica, di una aritmetica nuova nel dominio della manipolazione del suono, Bayle cerca - allargando senza posa il suo linguaggio - di stabilire una logica 'biologica' fra i due mondi immaginativi del pensiero e dell'espressione. Numerosi i riconoscimenti ottenuti, fra i quali il Grand Prix de la Musique de la Ville de Paris 1996, il Grand Prix de l'Académie Charles Cros 1999 per l'insieme del catalogo CD (Magison Cycle Bayle, volumi da 1 a 18). Dopo aver lasciato il GRM nel 1997, François Bayle ha creato a Parigi il proprio studio audionumerico, lo Studio Magison.

Gabriele Balzano "Spermatodes" [2016] 7:46


"infatti, quante gocce sprizzarono cruente,

[...] E come ebbe tagliati i genitali con l'adamante

li gettò dalla terra nel mare molto agitato,

e furono portati al largo, per molto tempo; attorno bianca

la spuma dell'immortale membro sortì, e da essa una figlia

nacque, [...]"


All'origine di Spermatòdes (termine del greco antico che sta per "fecondo", "seminale", ci sono i versi della Teogonia esiodoea; da essi mi sono soffermato sugli istanti appena successivi all'evirazione di Urano. Le molteplici dimensioni temporali, all'interno di questa breve sezione, fluiscono come in un unico grande non-tempo; il quale, in una polifonia espansa, evoca talvolta quella genesi o talvolta l'altra. Le Erinni si mescolano alle Ninfe e ai Giganti, nel turbinio vorticoso della nascita di Afrodite. In questo flusso potenzialmente infinito nulla inizia e nulla si compie: una embrionale Afrodite Enantiodromica* pulsante. I materiali sonori utilizzati per il brano sono prevalentemente di origine concreta: registrazioni idrofoniche di un torrente biforcuto valsesiano. La struttura formale è stata ricavata dallo studio delle pendenze che l'acqua del torrente doveva percorrere, in un susseguirsi di cascate, pozze e diversi fondali. I processi di elaborazione fondamentali dei campioni sono: sintesi sottrattiva, convoluzione e l'utilizzo dell'algoritmo di Karplus-Strong (utilizzando come sorgente di acquisizione gli stessi campioni per poi generare,su fronte stereo, dei "pizzicati" non-lineari su frequenza fondamentale dai 17Hz ai 39Hz).* (Enantiodromia = corsa nell'opposto).

Gabriele Balzano Nato nel 1992 a Borgosesia, inizia lo studio del pianoforte in giovane età vincendo diversi concorsi pianistici locali. Continua gli studi presso il Conservatorio di Novara e il Liceo Artistico, ove acquista interesse per la multimedialità e l'Arte contemporanea. Fra il 2011 e il 2012 frequenta il dipartimento di Nuove tecnologie per l'Arte all'Accademia di Brera seguendo le lezioni di A. Balzola e A. Cera. Dal 2013 è iscritto presso il Conservatorio di Como nel dipartimento di Musica Elettronica e tecnologie del suono. Allievo di S. Sapir, G. Klauer, A. Vigani, M. Marinoni e L. Richelli si è perfezionato nelle masterclass di M. Lupone, A. Vidolin, F. Cifariello Ciardi, J. Scordato, A. I. De Benedictis, D. Tanzi, E. Bocca. Come interprete si ricordano le esecuzioni della suite acusmatica "Elementa" di J. C. Risset su sistema multicanale acusmonium AUDIOR (progettato da E. Bocca), la prima esecuzione assoluta di "Essiccatoio" (per pf e live elec.) di A. Nicoli e la performance ad EXPO 2015 presso il Padiglione Intesa San Paolo con la collaborazione dell'Accademia G. Galli di Como. Esordisce come compositore con il brano audio/video "void_empr() (2015) e il suo brano acusmatico "Spermatòdes"(2016) viene eseguito su acusmonium nel contesto concertistico del Conservatorio di Como. Dal 2016 è membro dell'insieme Elettrosensi Laptop Ensemble con il quale ha eseguito la perfomance "Electronic Opera" durante l'evento "Les Chant Magnetiques" al Teatro Sociale di Como.

Gustavo Adolfo Delgado "Permanente e Transitorio" [2015] 7:23

La composizione sviluppa questi due concetti, apparentemente contrapposti. Durante l’intera opera essi conducono l’ascoltatore verso spazi virtuali che presentano caratteristiche inattese e gesti sonori a incastro, con attributi contrastanti. Attraverso il montaggio, il missaggio e numerose tecniche di sound design spesso utilizzate nel cinema e nei videogiochi sono stati creati numerosi materiali di tipo"impact", classificati dai loro inviluppi dinamici e spettrali come "materiali transitori". Da essi sono state poi ricavate delle frequenze di risonanza, elaborate per ottenere dei"materiali stabili" (permanenti) da utilizzare come nessi reciproci.

Gustavo Adolfo Delgado Buenos Aires (1976). Ha ottenuto il "Diploma di Secondo Livello specialistico in Musica Elettronica" presso il Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma con il massimo dei voti cum laude sotto la guida del M° Giorgio Nottoli e la "Laurea in Musica Elettronica" presso l'Università Nazionale di Quilmes (Argentina) sotto la guida dei Maestri Pablo Di Liscia, Carmelo Saitta e María Teresa Luengo. Compositore di musica acusmatica e live electronics. La sua produzione artistica approfondisce temi come l'orchestrazione e il transfer elettroacustico, in concomitanza con l'uso del morphing spettrale assieme alla sintesi del suono. Il suo linguaggio si caratterizza per la presenza di microstrutture sonore a incastro, dinamicamente articolate su molteplici spazi virtuali. Gustavo A. Delgado collabora con l'INA GRM come beta tester della suite di plugin GRM Tools. Docente di "Elettroacustica" presso il Conservatori Statale "Claudio Monteverdi" di Bolzano e di "Informatica Musicale" presso il Conservatorio Statale "O. Respighi" di Latina.

Denis Dufour "Variations acousmatiques" [2011] 14:26

Si può dire che queste Variazioni rappresentano una forma inedita nel repertorio delle musiche acusmatiche: perché si tratta di un vero e proprio "tema con variazioni" in senso classico. Fino ad ora abbiamo potuto godere delle variazioni giocate su un corpo sonoro, come il cigolio di una porta di Pierre Henry, i vasi di vetro di Denis Dufour, i messaggi telefonici di Michèle Bokanowski. Nelle loro "variazioni" i compositori si sono messi alla prova con la moltiplicazione degli spazi, delle morfologie, dei timbri, con le molteplici possibilità offerte dai programmi e dalle macchine. Li avevano esplorati declinandone punti di vista, storie, stati d'animo. Qui tutto comincia con un tema segmentato, ondeggiante, barocco, una frase di 66 secondi costituita da suoni facilmente memorizzabili, caratteristici dello stile "morfologico" di Denis Dufour. Così, all'ascolto, i suoni (alcuni dei quali sono con tutta evidenza riferiti al repertorio strumentale) rimangono identificabili anche se trasformati.Se Michel Chion scrive ne L' Art des sons fixés che "per il compositore di suoni registrati ogni suono nato da un altro deve essere un suono nuovo, che faccia dimenticare la fase precedente, e così di seguito fino al suono terminale, il solo che conta", queste Variazioni mostrano che è possibile sviluppare una grande libertà creativa all'interno di un quadro stilistico che permette all'ascoltatore di fare senza molta fatica riferimento alla formulazione iniziale. La forza della scrittura, la coerenza delle esplorazioni e una sorta di volontà, allo stesso tempo libera e insistente, organizzano una partita in cui il materiale originale - sempre riconoscibile - si presta a trasformazioni (trasposizioni, variazioni di velocità, dinamica, filtraggi, riverberazioni, montaggio e mixaggio) che lo rendono più espressivo. Così, nello sviluppo, il riferimento a ciò che precede non è mai perduto. Ed ecco undici variazioni su un tema acusmatico il cui seguito, concatenato con rigore, utilizza i metodi presi in prestito dal genere strumentale: il moto retrogrado, l'inversione speculare, la modulazione, la segmentazione, l'aumentazione e la diminuzione, le variazioni su un motivo parziale ... [Jerome Nylon]

Denis Dufour (1953)   Dopo gli studi classici, svolti presso il CRR di Lione e il CSNSM di Parigi, Denis Dufour si afferma come compositore sia nell'ambito della musica strumentale sia nell'ambito delle musiche elettroniche da concerto.E' autore di numerosi pezzi che lo accreditano da oltre trenta anni come artista del suono di primo piano. Tra i pionieri dell'approccio 'morfologico' ed espressivo del suono, nel suo lavoro egli fa proprie le dimensioni molteplici del fenomeno sonoro. Autore di oltre 180 opere strumentali, vocali, miste, live electronics e acusmatiche, Denis Dufour ha ricercato forme di trasgressione dai generi, estendendo le sue esperienze al campo della danza, del video, delle opere miste, del teatro musicale, delle installazioni e delle ambientazioni sonore, dell'arte radiofonica o Hörspiele, in collaborazione con vari autori tra cui Thomas Brando con cui collabora dal 1980. E' inoltre coinvolto nel mondo dell'arte attraverso partnership con varie strutture: la Galleria Lydia Rekow a Crest, la Scuola Superiore d'Arte di Perpignan, il Centro d'Arte Contemporanea del Domaine de Kerguéhenne, dove è stato in residenza per tre anni; collaborazioni con gli artisti Jaume Xifra o Step.Nel 1977 Dufour è fondatore e promotore della formazione TM +, trio che si è gradualmente ampliato per divenire ensemble strumentale, in cui ha suonato il sintetizzatore fino al 1987, dando luogo alla creazione di un corpus significativo di opere miste e live electronics. Ha dato un valido contributo allo sviluppo del sistema di Syter1 per il quale ha composto la prima opera per strumenti ed elaborazione digitale in tempo reale, Ourlé du lac (Pli de perversion 2). Inoltre ha contribuito alla realizzazione dell'acousmographe, programma per la rappresentazione grafica di fenomeni sonori sviluppato presso l'Ina-GRM. Consapevole della necessità di ampliare il campo delle creazioni prodotte in studio con opere fissate su supporto audio e consegnate all'ascolto tramite altoparlanti, Dufour le riunisce in quella che ha denominato nel 1982 "arte acusmatica", di cui egli fornisce una definizione aperta, che la situa anche al di là dell'ambito musicale. Organizzatore e direttore artistico di numerosi eventi dedicati alla creazione contemporanea (cicli Acoore a Lione, Sintax a Perpignan, Musiques à réaction a Parigi, Festival Futura a Crest), Denis Dufour ha dato l'avvio a numerose strutture, collettivi e formazioni strumentali che continuano a vivificare la vita musicale (Motus, Futura, Sintassi, TM +, Les Temps modernes...).

Ha prodotto, organizzato o animato diverse centinaia di eventi, concerti, incontri professionali, seminari, corsi di formazione e corsi di perfezionamento in Francia e in tutto il mondo. A partire dai primi anni del 2000 ha partecipato in modo decisivo alla rinascita acusmatica del Giappone e al suo sviluppo, e contribuisce alla diffusione della scuola francese nel sud Italia, contribuendo alla creazione di acousmonium, alla formazione di compositori e di interpreti acusmatici e alla gestione di festival. A partire dalla fine degli anni '70 è stato insegnante (Conservatorio di Parigi, Conservatori regionali Lione, Perpignan e Parigi, Polo superiore di istruzione artistica Paris Boulogne-Billancourt) formando decine di compositori in attività; ed è stato ricercatore presso il GRM, dal 1977 al 2000, conferenziere e consulente. Le sue opere strumentali sono pubblicate da Maison Ona, quelle acusmatiche da Opus 53 e pubblicate su disco con Motus, EAP Records, Una Corda, Ina-GRM e Licences.

Associazione AUDIOR

L'Associazione 'AUDIOR' è stata fondata nel 2015 da Eraldo Bocca e Dante Tanzi. I suoi fini associativi riguardano lo studio, la pratica, l'approfondimento e la diffusione della musica acusmatica (musica elettroacustica su supporto in tutte le sue manifestazioni). A questo scopo l'Associazione si propone di promuovere, sviluppare e diffondere la cultura musicale elettroacustica e gli artisti (compositori e interpreti) che ne esprimono lo spirito, valorizzandone dovunque l'opera, l'immagine e l'ingegno; promuovere, organizzare e gestire corsi di didattica sullo strumento acusmonium, di storia della musica elettroacustica, master class di perfezionamento sull'acusmonium, lezioni-concerto, laboratori di spazializzazione del suono, laboratori di progettazione e costruzione elettroacustica, registrazioni fonografiche, seminari, workshop, spettacoli itineranti ed ogni altra iniziativa atta a diffondere la conoscenza e le pratiche della composizione elettroacustica, dell'interpretazione spazializzata, della liuteria elettroacustica tra giovani e adulti.

Acusmonium AUDIOR

Interamente progettato e realizzato nel 2012 da Eraldo Bocca, l'acusmonium mobile AUDIOR è costituito attualmente da un totale di 54 diffusori (fra banda intera e "colorati") e 44 amplificatori, dispone di una consolle di spazializzazione analogica di 32 canali e di due consolle digitali da 16 canali. Gli altoparlanti "colorati" sono diffusori che riproducono solo una parte dello spettro acustico e possono essere anche non lineari nella loro banda di riproduzione. Tutti gli altoparlanti "colorati" e parte dei diffusori a banda intera sono stati progettati in funzione del loro utilizzo con l'acusmonium: alcuni degli altoparlanti a banda intera sono modulari e assemblabili in modo da poter essere adattati alle diverse configurazioni. I diffusori "colorati" hanno tipologie diverse, al fine di riprodurre al meglio la gamma audio cui sono destinati, in particolare, i diffusori per la gamma media sono di tipo dipolare per sfruttare anche l'emissione posteriore riflessa dalle pareti della sala da concerto, mentre i diffusori per gli alti sono trombe iperboliche che permettono una grande pressione e linearità di emissione. Realizzato al fine di consentire l'interpretazione in concerto del repertorio elettroacustico, l'acusmonium AUDIOR viene utilizzato nell'ambito dello svolgimento di laboratori e masterclass.

Eraldo Bocca è progettista e costruttore elettroacustico e consulente nell'ambito della progettazione acustica ambientale. Ha progettato e realizzato l'acusmonium AUDIOR occupandosi della definizione delle specifiche funzionali, dell'architettura, dell'assemblaggio, dei test di prova degli altoparlanti e della realizzazione dei moltiplicatori di segnale. Pur ispirandosi ai dispositivi mobili in uso in Francia (Radio France, Motus) e in Belgio (Musique Recherches), Bocca ha introdotto criteri costruttivi che legano in modo efficace la diffusività, la modularità e la distribuzione geografica degli altoparlanti. Collaboratore del CESMA (Centro Europeo Studi Musica e Acustica) di Lugano e del Centro Culturale San Fedele di Milano, ha curato per il suo auditorium l'allestimento dell'acusmonium SATOR (50 altoparlanti), inaugurato nel gennaio 2012 e da allora utilizzato negli eventi organizzati nell'ambito delle stagioni di 'San Fedele Musica' (musica acusmatica, videoarte, Cin'acusmonium). E' membro fondatore dell'associazione AUDIOR.


INTERPRETAZIONE ACUSMATICA:

Gabriele Balzano, Giorgio Bianchi, Mattia Nuovo, Dante Tanzi

PROGETTO ELETTROACUSTICO: Eraldo Bocca

PROGRAMMA a cura di Dante Tanzi

Contatti: eraldobocca@yahoo.it - dante.tanzi@gmail.com